mercoledì 8 febbraio 2012

5



Oggi è stata una giornata particolare, una di quelle che aspetti da tanto, tanto, tanto tempo.
Cinque anni fa la Ale prendeva l'aereo per l'America, con il suo bel bustone giallo da consegnare al port of entry e una borsata di speranze per la sua nuova vita dall'altra parte dell'oceano.
E' strano come il tempo sembri passare velocemente alcuni giorni o essere stagnante altri.
Se ci penso adesso, questo lustro mi pare essere volato, ma, se mi soffermo un po' più a lungo sui ricordi, mi rendo conto che è durato tantissimo.
All'inizio dell'avventura non sapevo se ce l'avrei fatta, se avrei mai varcato la "soglia" dei 5 anni, ma ho fatto come mi ha sempre detto Mangusta, ho messo un piede davanti all'altro e, passo dopo passo, a volte in salita a volte in discesa, ci sono arrivata.
Qualcuno si chiederà perchè sono qui che ve la smenazzo con sto numero 5. Cinque sono gli anni che servono ad un'emigrante dotata di carta verde come la mia, per poter fare domanda di cittadinanza.
Non è che basti avere sti minchia di 5 anni sulle spalle però, per essere naturalizzati, bisogna fare domanda (e sborsare $600...).
Ma intanto il numero c'è e, se volete, giocatevelo pure al lotto sulla ruota di Firenze, secondo me esce.
Stasera, per festeggiare, sono andata con 5 amiche da Felipes e ci siamo prese le famose margaritas del mercoledì ($3 l'una) e strafogate di ci cibo finto messicano, ma buonissimo.
Mi sento un po' come ci si sente il giorno del compleanno, stranezze della vita di un legal alien :)

Vedi New Orleans e poi muori

Oggi, durante la pausa pranzo, mi sono messa a leggere un po di OffBeat (giornale gratuito di Nola). Era l'edizione Mardi Gras 2012 e pensavo di trovarci dentro quasi solo articoli relativi alle parate e alle bande scolastiche. Invece c'ho trovato questo articolo, che mi è piaciuto un sacco.
Rompo i coglioni da mesi con sta storia che qui la cucina è meravigliosa, ma non credo di aver insistito abbastanza, visto che non vi ho ancora convinti a venire :)
Tutta la città merita, mi ripeto per l'ennesima volta (visto che ho anche un principio di Alzheimer): se vi piacciono gli Stati Uniti e non vedete l'ora di tornarci, provate a fare una deviazione dalle solite tappe note e venite per qualche giorno qui, non ve ne pentirete. Se gli Stati Uniti vi stanno sul cazzo, e con loro tutti gli americani, venite qui, che tanto sto posto, di americano, non c'ha na' sega. Manco la gente.
Leggere l'articolo di OffBeat m'ha fatto venire in mente un post recente dell'Emigrante, in cui parlava dell'assenza di cibi tipici in quel degli Stati Uniti. Premesso che vi ho appena detto che New Orleans con gli U.S.A. non c'ha nulla a che vedere, io, qui, di piatti tipici ce n'ho a bizzeffe e, dopo aver letto quel post, me ne sono venuti in mente molti altri.
Dato che ormai faccio le veci della proloco di Niù Orlins, adesso ve li spiattello qui, tutti di fila, sperando che vi venga voglia di assaggiarli e che quindi siate costretti a venirmi a trovare :)
Credo che il più tipico dei tipici sia Red Beans and Rice. Piatto della tradizione che si prepara di lunedì (giorno in cui si faceva il bucato e si poteva tenere d'occhio la pentolazza ricolma che doveva cuocere per ore e ore e ore...  
Piatto semplice e fatto con ingredienti "poveri", perchè qui, la maggior parte delle persone è parecchio indigente, oggi come 100 fa (cioè ci sono i super riccastri e poi tutti gli altri che non c'hanno una fava). Il piatto consiste in fagioli rossi fatti stufare con sedano, carota, cipolla e maiale. Code, collo, zampini o salsiccia. Si serve sul riso a grano  lungo tipico di queste zone.
Al secondo posto ci piazzerei il Gumbo. Di carne o di pesce (o misto) è un locals favorite. E' un piatto presente in tutto il Deep South, ma qui lo si trova molto facilmente in tutti i ristoranti e bar che servono cibo. Insieme alla Jambalaya (piatto similissimo alla paella), rappresenta il modo migliore di riciclare gli avanzi. Il turkey gumbo è tipico della settimana del giorno del ringraziamento, mentre il chicken gumbo si fa ogni volta che ci avanza un pollo arrosto. La preparazione segue regole ferree tramandate di generazione in generazione, ma ogni famiglia ha la sua. Quello che non cambia mai è la base: roux e triade (peperone verde, cipolla e sedano). Anche questo viene servito su del riso bianco.
Procedendo, vado alla, già citata Jambalaya (uno dei motivi per cui mi sono trasferita qui, e ho detto tutto credo). Anche qui ci sono millemila ricette differenti, rimane il fatto che è BUONISSIMA.
Siccome siamo in una palude, c'abbiamo poi tutta una serie di piatti fatti con gli animalozzi che troviamo a zonzo nelle Bayous: alligatori, crawfish, rane e tartarughe.
Con l'alligatore ci fanno salsicce, jerky, stufati (alligator sauce piquante) e bocconcini da friggere, tipo pollo fritto per intenderci. Buono. 
La tartaruga diventa parte di una zuppa allo sherry che è da svenimento (la mangio con moderazione però, perchè la tartaruga è un animale di cui mi spiace strafogarmi).
Quelli di cui non ho pietà è il crawfish. Sono capace di scofanarmi 2 kg di crawfish boil da sola. Con il crostaceo fanno anche il crawfish etouffè. bianco o rosso.
Non ho parlato dei gamberi?! No perchè il gambero qui è una religione. Non so se avete presente il monologo di Bubba in Forrest Gump. Ecco, Bubba era della Louisiana e venerava il gambero.
Posso andare ancora avanti... vediamo... Boudin? Blackened redfish? Fried okra? Pickled green beans... Oyster Bienville and Rockefeller (entrambe inventate qui)... Vogliamo bere qualcosa di tipico? Ecco li un bel Sazarac o un cafè au lait fatto con chicory coffee! 
Poi, per dolce, banana fosters, pain perdu, bread pudding e king cake se sei nella stagione giusta.
Mi fermo solo perchè è mezzanotte e domani lavoro... 
Ve l'ho fatta venire un po' di fame? :)

lunedì 6 febbraio 2012

Who's Who


Stasera vi propino un riassunto dei personaggi che popolano il mio blog, visto che non tutti sanno chi sia chi (o cosa). Una specie di post-bignami di Spicy Ginger Ale.
Che poi, detto tra noi, quando parlo di qualcuno sono quasi sempre: colleghe, gente che mi sono fatta, gente che mi farei.
La mia struttura sociale è semplice come quella di un paramecio, con cui condivido anche l'abbondanza di ciglia.
Ciò nonostante, eccovi qui svelati i personaggi più ricorrenti, a cui ho affibbiato un nome d'arte, così, tanto per fare allegria. L'ordine di citazione è alla cazzo.
Bride to be: collega e amica da quando mi sono trasferita. Prima di sposarsi a gennaio, era una un po' libertina... per non dire che l'avrei dovuta chiamare "Scopa d'asso". Ora c'ha pure il pargolo in arrivo e temo lo sbalzo ormonale selvaggio di cui sta cadendo vittima.
Raz(zle): altra collega. Amica di sushi e completamente svalvolata. Nessuno la capisce, ma a noi va bene così, perchè ci tiene la mente occupata con le sue risposte sarcastiche.
Big Fish: altra collega (io l'avevo detto che erano quasi tutte colleghe no?), brava persona, un misto tra Polly Anna e il padre di Big Fish (si, quello che nel film caricava il figliozzo di legna verde).
Prego: collega spacca cazzo e aspiracibo altrui che per fortuna, dopo averci rotto il cazzo per 9 mesi, è in maternità.
Asso Piglia Tutto: Ex collega, è la tizia più giovane con cui m'intrattengo quando esco. Non abbiamo mai avuto problemi fino a qualche mese fa, quando ha iniziato a marcare il territorio facendosi gente e non s'ha da fare...
Von Lemminge: capo. Squinternata, avida e circondata da cani puzzoni che perdono peli ovunque. Misantropa d.o.c..
Amico Cotta: amico di amici, che però vedo spessissimo, con cui un giorno anelavo ad uscire, finchè Asso Piglia Tutto non se l'è trombato a tradimento.
Pittore: colui che ho subdolamente usato per scacciare il pensiero del Cuoco dalla mia mente. Dopo essermelo trombato, l'ho buttato fuori alle 4 del mattino. Secondo me è un pelo risentito perchè mi lancia sguardi  biechi ogni volta che Raz ci costringe a passare del tempo a bere tutti insieme.
Community Property: Attempato tizio nord irlandese che s'è fatto quasi tutte quelle che conosco. Inspiegabilmente, visto chè tutto meno che bello. Forse emana feromoni. L'individuo è ancora in possesso della mia mutanda smarrita.
Cuoco: Chef minchione con qualche kg di troppo, che mi ha abbandonata su un cassonetto in fiamme per fuggire con Donno biondo ossigenato con la faccia da bulldog. Ebbene si: lo odio.
Elettricista: Cognato di una ex lavorante del laboratorio, ad oggi elettricista di Raz e Bride to be. Schiacciabile, ma già addocchiato  da Asso Piglia Tutto, che vor dì che io da questo non piglierò mai.
Ecco, mi pare un riassunto completo. In caso notaste delle mancanze, please, comunicatemelo e io aggiornerò. Grazie :)


domenica 5 febbraio 2012

The Day After


Dopo aver dormito in 3 riprese mi sono decisa ad alzarmi. Ieri è stata una giornata di duro lavoro, quasi peggio che andare in laboratorio... Appena mi sono svegliata Big Fish  mi ha ingaggiata per montarle il tavolo e le sedie della cucina (essendo io nota anche con il nome di MacGyver). Sono partita con la mia borsa degli attrezzi e ho zoppicato allegramente per 2 isolati. Le sedie le aveva quasi montate tutte, così mi sono dedicata al tavolo e all'ultima fase del montaggio sedia. Sarò tornata a casa alle 13 e qualcosa. Ecco, da li non mi sono più fermata fino alle 3 di stamattina.
Ho cucinato tantissimo, niente di complicato, ma la quantità mi a portato via una sacco di tempo. Alla fine mi sono preparata in mezz'ora... vabbè... 
Come promesso ho fatto delle foto, nulla di grandioso sia chiaro, ma, finchè sono stata in grado di scattare, ho scattato :)
Non ho foto dei carri perchè, quando passano, scusatemi, ma ho le mani impegnate a cercare di prendere più throws possibili.
Alla festa si sono presentate la metà delle persone che aspettavamo, ma a me è andata benissimo così, visto  che ho dato spettacolo... meglio aver avuto pochi spettatori...
Con mia grande soddisfazione sia l'Amico Cotta sia il Pittore non sono venuti. Ah, e manco l'elettricista. Asso Piglia Tutto era un po' triste, ma sono sicura che si sarà rifatta dopo che me ne sono andata a casa.
Bene. Ho bevuto come una spugna. Sai che novità :) La parata iniziava alle 18:30, noi, nonostante si fosse a mezzo isolato dal percorso, s'è arrivati in ritardo. Inutile dire che ho perso mille occasioni di prendere sti fottutissimi bicchieri di plastica che era l'unica cosa che volevo :(
Il dramma di arrivare tardi ad una sfilata non è tanto il non vedere i carri (perchè quelli, se cammini, li riesci sempre a beccare), no. Il dramma senza senso è il fatto che non vedi una minchia e pigli ancora di meno. Essendo il una pigmea non ci sono speranze di essere vista in mezzo alla folla. Hai voglia a sbracciarti a destra manca. Però, visto che sono un puffo, negli anni mi s'è aguzzato l'ingegno: se non spicco per l'altezza, spicco per i colori. Infatti tra capello rosso e corna brillantinate blu, anche in mezzo alla folla, sono riuscita prendere due ambitissime collanine di vetro. I gay mi amano. Mi hanno vista, puntata e, difendendole dagli arraffatori della prima linea, mi hanno porto le collanine. 
Insieme a queste due, ho "guadagnato" altre cose, ecco una foto di una parte bottino (mettere i throws nel reggiseno durante Krewe du Vieux è pratica comune). Sono tornata a casa di Big Fish che ero già abbastanza ubriaca, ma il meglio l'ho dato mentre eravamo li in pausa. 2 Shots di vodka dopo, stavo dando consigli su come ricevere più throws alle nuove arrivate. Inutile dirvi che si trattava di migliorare la scollatura. Sempre di tette parlo... forse sono un uomo e non lo so...










Alla fine siamo ritornate sulla route, in attesa che la sfilata tornasse indietro, perchè io volevo sto cazzo di bicchiere. Ero ormai sul viale del tramonto, come potete vedere da questa foto con l'occhio a mezz'asta e faccia semi coperta da bicchierazzo di vodka cranberry formato famiglia.
Comunque non ero l'unica ad essere alla frutta e vestita come una baldracca ;)















Alla fine sono andata da LLL con Asso Piglia Tutto e la sua coinquilina. Indovina un po' chi abbiamo incontrato? Proprio lui, l'Amico Cotta. 

Asso s'è fiondata a rincoglionirlo di parole mentre io e coinquilina bevevamo allegramente. Alla fine è tornata un po' mogia, non era solo, c'era una tipa (che secondo me era amica dell'ex di Raz che era li pure lui). Sono passata a salutarli sulla strada per il bagno, principalmente perchè volevo vedere in faccia l'Amico Cotta e decifrare l'espressione che il mio abbigliamento carnevalesco avrebbe provocato. Asso Piglia tutto s'è consolata con una birra e poi siamo partite per andare da Mimi's.
Ecco, quella è stata l'ultima fermata. Dopo che una m'è salita sul piede frantumato e non ho detto nemmeno "ahia", ho capito che era ora di andare a casa perchè avevo i minuti contanti prima di cadere in coma etilico.
La cosa moooolto positiva di ieri sera è che non ho visto nessuno del trio Grazia, Graziella e Grazie al cazzo (alias Cuoco&Co.). 

sabato 4 febbraio 2012

"Mirror, mirror on the wall, who is the fairest of them all?"

Hahahahahah! La mia parte malvagia è uscita fuori di nuovo. Doctor Jekyll and Mrs. Asshole si sono ridate il cambio.
Giornata infinita quella odierna. Mi pare di essere sveglia da almeno 48 ore. Iniziamo con le buone notizie: Raz ha portato a sorpresa la colazione. Amo! io Aaaaaamoooooooo le bagels col salmone e cream cheese. E poi mini french king cake. Giornata iniziata benissimo.
Di seguito voglio mettere l'aver finito il ritocco sul dipinto che avrei dovuto consegnare ieri, ma vabbè (me ne batto il culo del ritardo perchè ho fatto un Signor ritocco).
E... ultimo, ma non ultimo, te ce piazzo la visione di Bulldog che corre senza guinzaglio su Royal st.
Minchia: l'antisesso.
Ogni volta che la vedo la trovo sempre peggio, ma non dico nulla. In compenso ci pensano gli altri. Stasera ero con Big Fish in macchina. Pure lei caduta di mascella  alla vista del canide corridore vestito di rosa. Siccome abbiamo stabilito che io non sono una figa, se la gente continua a dirmi che io sono millemila volte meglio del quattro zampe eretto, vorrà dire che lei è un cesso?! Mi sa di si.
A parte che, quando il cuoco si riempì la bocca dicendomi: -Sai, lei corre.- io mi feci i miei film di lei che faceva gare su gare nonostante sia un colosso di Rodi con i capelli ossigenati. Ho pure pensato: -t'ho! vedi, anche se ha la conformazione fisica di Mordiroccia, lei corre. Tanto di cappello anche se la odio per partito preso...- E invece, dopo averla vista stasera... 
Scusa, ma così sono capace a correre pure io che sono impedita. Una cosa pietosa. 
Ho scoperto, però, che abbiamo una cosa in comune: entrambe produciamo movimenti perpetui dei rotoli di lardo di cui abbiamo ricoperto il tronco, a mo' di Homer Simpson. Solo che io paio la versione tascabile (e trombabile) di Bulldog.
Dopo quest'incontro del terzo tipo sono andata al Walmart Super Center di Chalmette. Per arrivarci bisogna passare per il 9th ward. Non so se sia di conoscenza comune, ma il 9th ward è stata la zona più devastata da Katrina. Sono passati 5 anni e tanto è stato ricostruito. Se passaste da li, però, potreste pensare Katrina sia successo l'anno scorso: la distruzione e l'abbandono. Big Fish non l'aveva mai visto e c'è rimasta di merda. Il Walmart dove siamo andate era grande come il centro della mia città natale. C'ho nonostante non c'avevano una cazzo di cheese cloth, giuda sporcaccione!
La garza non è che me la mangio, mi serve per fare il costume per Mardi Gras. Ho anche comprato un materiale che pare magico, con cui farmi le orecchie da coniglia e la cipolla. Questa settimana bisogna che mi dia da fare perchè il tempo stringe e non ho ancora comprato il panciotto! Intanto per domani ho fatto delle corna da diavolo anche per Big Fish. Bride to be, dopo che le ho detto cosa mi mettevo, m'ha detto che anche lei si cornificherà. Insomma, sarà un parti satanico.
Prometto che farò foto finchè riuscirò a puntare l'obbiettivo. Ora vado a nanna che sto a pezzi.

giovedì 2 febbraio 2012

Asso piglia tutto

Un'altro tranquillo giovedì di paura è finito. Von Lemminge oggi ha psicologicamente dissezionato 3 povere vittime aspiranti al trono di commessa tuttofare. Avrei detto che alla fine sarebbe stata assunta la numero 3, una tizia molto eager-lesbo-punkeggiante. Invece no, Von Lemminge, ha deciso per la numero 1, quella che pare la versione femminile di Benjamin Button all'età di 10 anni.
Abbiamo già piazzato scommesse su quanto la porella resisterà agli attacchi di Von Lemminge prima di licenziarsi in tronco. L'ultima assistente che ha avuto s'è licenziata via messaggio dicendo codeste parole: - I can't come to work today, must save the whale.- Seguito, dopo un 5 ore, da: - Fuck the whale Save the Rave.-
Non l'abbiamo mai più rivista.
Insomma, lavorare con Von Lemminge non è una passeggiata, come avrete già capito.
Ma passiamo oltre. 
Questo fine settimana c'è la prima parata carnevalesca: Krewe du Vieux, la quale passa proprio nel mio quartieruccio. Trattasi della sfilata più irriverente del carnevale, con throws che hanno come tema sempre qualcosa di sessuale e politico.
Per festeggiare Krewe du Vieux ci sarà una festa a casa di Big Fish. Fervono quindi i preparativi. 
Faremo qualcosa da mangiare, ognuno porterà qualcosa da bere (io mi compro il bottigliozzo di vodka da 2 lt, tanto per stare tranquilla e non rimanere a secco) e ci travestiremo... io da diavolo inzoccolito, come al solito (c'ho proprio un amore folle per le mie corna di brillantini blu).
Tra i vari preparativi c'è anche quello della lista degli invitati.
Abbiamo fatto un po' il punto della situazione, ad un tratto, Big Fish, se ne esce e dice: - Asso Piglia Tutto (che è il nome della mia ex collega) m'ha chiesto di invitare l'Amico Cotta...-
Ma certo, tanto... E l'elettricista no?! Vorrà dire che quello è sdoganato è trombabile dal resto del mondo o vuol solo dire che non le piacciono i triangoli e lo rimanda alla prossima occasione?!
Uscita da lavoro, per consolarmi del fatto che di 3 dipinti che dovevano essere finiti entro oggi non ne abbiamo finito manco uno... indovinate un po' che ho fatto? Ecco bravi, sono andata al bar.
Prima con Big Fish, poi è arrivata anche Raz e si sono date il cambio. Dopo il primo drink io me ne sarei volentieri andata a casa visto che ero stanca e il piede gridava vendetta dopo una giornata nelle scarpe da skater. Faccio segno di alzarmi e Raz mi blocca. 
-Dove vai? Adesso arriva il Pittore, non puoi andare via!-
Se prima non ero di fretta, appena m'ha detto chi arrivava, ancora un po' scappavo correndo.
Il Pittore no, cazzo!
E invece... un'ora e 3 vodka cranberry dopo ero ancora li. Sotto la pioggia, senza giacca, con il pittore che mi scrutava di sbieco.
Gnà fo'. Maledetta me e quella sera che glie l'ho data. 
Più  cercavo di andare a casa, più Raz voleva che mi fermassi. Alla fine sono riuscita a divincolarmi. Il Pittore sa che mi mette ansia, lo capirebbe pure un'ameba del Protozoico che mi sento a disagio a stare di fianco a uno che ho sbattuto fuori di casa nel cuore della notte appena finito di trombare. Forse me lo ritrovo fra i piedi anche alla suddetta festa. Motivo in più per comprare la bottiglia formato famiglia di vodka. Ai maschi in ascolto: datemi una solution per continuare a convivere pacificamente col Pittore please.

mercoledì 1 febbraio 2012

Burn after reading

L'altro giorno Mangusta mi dice: - ma 'na foto di sto matrimonio da farmi vedere non ce l'hai?-
Effettivamente Mangusta ha ragione. Mi sono portata dietro la macchina per non fare manco mezzo scatto in tutta la serata. Anche a me era iniziata a sorgere la curiosità riguardo alle foto, così, venerdì, ho chiesto a Bride to be se ne avesse da condividere.
Pare che le foto fatte dal fotografo non ci siano ancora, ma, il caso ha voluto, che le prime a pervenire, siano state quelle scattate dalla mano della madre della sposa.
Domenica sera, già provata dai dolori provocati dal piede a zampa d'elefante, mi arriva una mail da facebook, che mi comunica che Bride to be ha shared un album with me.
Ecco. Lo apro. Se prima stavo male, dopo stavo anche peggio.
Se è vero che la bellezza del soggetto dipende da come ti vede chi è dietro l'obbiettivo, bè, vor dì che la madre di Bride to be, a me vede Facocero Pumba. Questo è esattamente come appaio io nella foto che mi ha fatto con l'Amico Cotta e Personaggio Inquietante (vecchia fiamma di Bride to be). Non so come ma c'ho pure le zanne nella foto.
Insomma che quando l'ho vista m'è venuto l'istinto di immergermi in salamoia nel somatoline per almeno 3 mesi.
Il mio bel vestito marrone pare un tendone da circo con scollatura che mostra un culo invece che due tette.
La cosa tragica è che io sono l'unica che è venuta male. Big Fish pare una fotomodella, sembra 10 kg di meno in tutte le foto. E così pure l'altra collega. L'unica foto "premio di consolazione" è quella con Raz e i Ryans (più una sconosciuta random che non so chi sia) i quali paiono tutti avvinazzati, appena tornati da spiaggia a ferragosto e affetti da rosacea all'ultimo stadio. Non so se ho reso bene l'idea.
Non fosse che la foto è digitale l'avrei già bruciata.
Rifacendomi al discorso dell'altro post, se fra qualche anno rivedo sta foto, spero di poter pensare di essere, nel frattempo, diventata una figa al confronto.
Chiuso l'argomento foto, passo all'aggiornamento della situazione king cake. Udite udite, Von Lemminge, ha nuovamente trovato il bambino nella torta. Sta volta c'era un testimone che l'ha vista addentarlo. Ora, in cucina, ci sono due infanti nudi di plastica che siedono sullo zoccolo del mobiletto in attesa che Von Lemminge compri una king cake per la folla affamata.
Intanto, domenica, andrò io ad ordinarne una al cream cheese da Cake Cafe, visto che se la voglio buona, me la devo comprare.
Devo ammettere che, quella acquistata ieri da Big Fish, non era affatto male, sapeva un po' di brioches, che non è proprio la consistenza della king cake, ma era buona. Il nome del produttore ha però innescato la mia ilarità, Nonna Randazzo's. Randazzo qui fa le king cakes più famose, a quanto pare, pure sua nonna non se la cava male, ma l'ilarità è scoppiata a causa di due collegamenti mentali che ho fatto in questa sequenza: il primo per via del  cognome in comune con il Dottor Randazzo di Johnny Stecchino, il secondo con la giornata a funghi allucinogeni di anni fa ad Amsterdam, quando Elaine, in preda alla slow motion, aveva iniziato a sbattere anche lei la mano, facendo pronunciare alla Chiara "Dottor Randazzo". Fu l'inizio della fine. Credo di aver riso per almeno un'ora (chissà, magari erano 10 secondi, ma si sa che il senso del tempo va a farsi fottere in certe occasioni).