martedì 29 novembre 2011

It's all part of the prophecy


Non tutti possono vantare di avere un amico che rilascia profezie. Io ne ho uno. Un amico meraviglioso che non vedo più spesso perchè ci siamo trasferiti agli antipodi della terra, ma che porto comunque sempre con me in the spirit.
Ora, non so quando fu, forse nel 2004, Ga si fece Cassandra for a day e mi scodellò la profezia del sottoscala.
Detta così più che una profezia pare una jazza di quelle con i contro cazzi, invece è proprio la summa di tutte le mie wishing lists :)
La prophecy mi vede in un supermercato stile americano (all'epoca non avevo ancora vinto la green card ne pensavo di trasferirmi qui), nel reparto cibo per gatti, dove incontro l'uomo dei miei sogni che è uno ragazzetto alto, secco secco, coi capelli all mocio vileda, che ha dei seri problemi di droga.
Ecco, questo è il mio uomo ideale (secondo la profezia del 2004).
Viviamo insieme in un sottoscala pieno di gatti (ecco perchè ero al supermercato in quel reparto), lavoro solo io e lui fa il mantenuto.
Ma Ga mi ha profetizzato che io sono FELICISSIMA della mia situazione.
E quindi vissero tutti felici e contenti.
Ora: di gatti mi sono circondata, il supermercato ce l'ho sotto casa, c'ho pure una scala gigante che mi sovrasta salotto e cucina... ma dov'è l'uomo rehab dei miei sogni?!
Secondo me esiste, solo che pure lui non mi corrisponderà, oppure sarà troppo fatto per venire al supermercato.
A volte mi domando se morirò zitella. Devo proprio essere una ragazza di merda perchè non mi spiego come mai non sono MAI girlfriend material, al massimo sono one night stand.
Che c'avrò che non va non l'ho ancora capito e sinceramente mi sono anche un po' rotta il cazzo di chiedermi sempre cosa c'ho che non va perchè porca puttana magari ogni tanto saranno anche un po' gli altri che hanno qualcosa che non va no?!
Io, nonostante abbia ZERO self esteem, non mi ritengo proprio da buttar via fisicamente, sono pure simpatica, e ha scuola ho dimostrato di essere discretamente intelligente. In più pare pure che c'abbia un gran coraggio e so pure cucinare come si deve. E allora?!
E allora non so. 
Commentate pure ciò che ritenete sia la vostra opinione, l'importante è che nessuno si azzardi a scrivere "quando meno te lo aspetti" perchè rischiereste il linciaggio, perchè sta frase m'ha FRANTUMATO i coglioni, capisce (con la voce di Al Pacino in Donnie Brasco)?!
Ecco ora che mi sono sfogata posso andare a letto. Love ya' bloggers :)

lunedì 28 novembre 2011

Prego gets owned


Il titolo è una previsione per il prossimo futuro, probabilmente entro la fine della settimana, se tutto va male come sta andando.
Volevo scrivere il post sul cuoco, ma quello richiede che io sia sveglia e in grado di connettere un po' di più di adesso.
Allora oggi vi racconterò della prossima strage che avverrà in laboratorio.
Come ho già scritto l'altro giorno, venerdì sono stata semi costretta ad andare a lavoro per aprire il laboratorio a Prego. 
Dovete sapere che ci doveva andare l'altra mia collega ad aprire, ma le è venuta l'emicrania già giovedì sera quando eravamo tutte insieme alla cena del Ringraziamento.
Così ha mandato un sms a Prego dicendole che non stava bene e non pensava che sarebbe riuscita ad andare ad aprirle.
A lavoro, il venerdì, Prego non si è fatta sfuggire l'occasione di dirmi che credeva che la collega stesse veramente male. Io ho confermato che effettivamente aveva detto di stare poco bene e che se ne fosse andata a casa mentre noi eravamo uscite a bere.
La sera, dopo che sono tornata a casa distrutta da quelle 4 ore di lavori forzati, la collega con l'emicrania mi facebookka per scusarsi del fatto che ci sia dovuta andare io ad aprire a Prego, le dico che non è colpa sua, di non preoccuparsi e lei mi dice che stava si malissimo, ma che ci sarebbe anche andata ad aprirle la porta se non fosse stato per i due bitchy texts che Prego si era preoccupata di spedirle.
Va bene, ormai che è preggers e c'ha la licenza di rompere la minchia l'abbiamo capito tutti, solo che oggi ha passato il segno.
A pranzo, nonostante tutti si cerchi ormai di evitarla andando a mangiare ad orari assurdi per non trovarsi in spiacevoli conversazioni, è arrivata in cucina mentre stavo preparandomi gli avanzi stantii e le altre due colleghe erano sedute al tavolo in religioso silenzio a leggere delle riviste.
Lei arriva, e, come sempre, attacca a parlare. Io mi ero appena apparecchiata il posto al tavolo, e lei ci si siede e mi sposta il bicchiere più in la.
Già la volevo far fuori. Questa è la seconda volta di fila che mi fa sta cosa e, in un tavolo con 3 posti vuoti, devo capire perchè devi prendere il mio che è l'unico apparecchiato con la MIA roba.
Vabbè. L'iperico mi ha detto: -Ale, guarda che le persone sane di mente non uccidono azzannando alla giugulare per cose del genere, calmati- (si ormai faccio dei discorsi con l'iperico, perchè sono fuori come un poggiolo).
Poi ritorna in cucina, nel mentre mi sono bruciata la lingua assaggiando il boccone stantio bollente dal toaster oven, e lei mi dice: - so now no one talks to me anymore?!-
La guardo e, riarrotolandomi la lingua a mo di Fantozzi post pomodorino bollente, le faccio notare che mi ero appena bruciata la lingua e che stavo preparandomi da mangiare (questo per glissare sul fatto che in realtà stavo pensando che è una stronza maleducata che ruba il posto a tavola senza nemmeno scusarsi e che inizia conversazioni che nessuno vuole avere durante la fottutissima pausa in cui ci si dovrebbe "riposare").
E lei mi dice: - ma no non stavo parlando di te.-
Ecco, adesso, per farvi capire che finirà male a breve, vi dico qual'è stata la sua fantastica idea per iniziare una conversazione con le altre due colleghe.
Si avvicina all'altro tavolo e dice a quella che aveva avuto l'emicrania: -Feeling better today uh?!- Con tono sarcastico.
Non so come quell'altra non l'abbia mandata a fanculo seduta stante.
Poi si chiede perchè la gente non parla. Ma te credo sei socially retarded cazzo.
Mentre penso a tutto c'ho, per mantenermi calma, a parte l'iperico, c'ho in loop il deathcore nel cervello.

domenica 27 novembre 2011

No one knows


E' domenica sera, e mi dovrei sentire riposata, così non è. Anzi, sono l'opposto.
L'essere andata a letto per 5 giorni alle 3:30 del mattino non mi ha giovato, e tanto meno l'andare a lavoro venerdì quando credevo di avere ferie.
La povera scema è andata ad aprire il laboratorio a Prego, la quale non ha le chiavi ne il codice per disattivare l'allarme.
Tutto è cominciato con il mio risveglio, durante il quale pregustavo una giornata da poltroni... finchè non ho aperto fb. 
La prima cosa che mi si è parata davanti è stato lo status update più acido del mondo che Preggers aveva appena scritto. Oh noi colleghe che tiriamo i pacchi, noi fonte di ogni male, che la lasceremo andare in rovina perchè abbiamo preso ferie.
Siccome sono così brava che sono scema, l'ho chiamata per dirle che ci sarei andata ad aprirle sto cazzo di laboratorio, ma che non potevo stare molto perchè non ho nulla da fare.
Erano le 11. Sono rimasta fino alle 16. No comment.
Eh si che io di pazienza ne ho da buttare, perchè se così non fosse, dovrei cambiare professione.
Farmi girare i coglioni non è difficile, ma quando arrivi al livello "adesso hai veramente rotto il cazzo", bè, è il punto di non ritorno. 

Preggers è arrivata... e non è la sola.
Quindi, venerdì è stato da buttare nel cesso.
Sabato mattina, ennesimo giorno in cui avrei dovuto dormire, mi sono invece svegliata dopo solo 5 ore di sonno, perchè avevo promesso alla mia collega Bride to be, che sarei andata a fare il brunch con sua madre e altre due amiche strette.
Mi sono trascinata sulle ginocchia fino alla vasca, dopo la doccia ero un po' più sveglia ma di certo non ero un fiore in viso.
Fortunatamente siamo andati in centro in macchina, anche se abbiamo dovuto parcheggiare a fanculo visto che c'era il Bayou Classic in corso.
Delle due amiche che dovevano venire non c'era nemmeno l'ombra, come sempre avevano tirato pacco. In compenso s'è unito il consorte.
Il quartiere francese era in gran festa, musica ovunque, più del solito direi, e ho pensato: "bè dai, sarà una bella giornata".
Vabbè, mentre cammino, anzi, mentre trotto dietro a Bride to be e consorte (visto che eravamo in ritardo sulla prenotazione), odo qualcuno chiamare il mio nome. Era proprio un richiamo chiaro, non era una delle solite storpiature, era proprio il mio nome detto come Dio comanda.
Solo un'altra volta, da quando sono in America, mi è successa la stessa cosa. Ma sapevo che non poteva essere Endriù.
Mi giro, c'è un'orda di gente, ma vedo quasi subito chi mi ha chiamata.
E' il fottutissimo cuoco.
Ma perchè?! Avevo appena finito di dire che forse era una bella giornata...
Trottando per un attimo sul posto sventolo la mano e me ne vado. Nonostante tutto ciò sia durato una manciata di secondi, ho avuto il tempo di leggere l'espressione di disappunto sul volto dello Chef.
Arrivata al "the court of the two sisters" mi sono accanita sul banchetto per non pensare: ho fatto bene ho fatto male cosa cazzo ho fatto e adesso e poi e allora e blablabla.
Per fortuna il cibo era buono e un (vabbè erano 3) cocktail mi hanno aiutata a riguadagnare il controllo.
La sera, mentre mi facevo la tinta, mi deve essere filtrata un po' di ammoniaca nel cervello, e la Southern Belle che è in me, ha deciso che doveva scusarsi. La mia personalità Scarlett O'hara ha lasciato il posto a quella di Melanie Hamilton, e mi sono lanciata nella composizione di un biglietto (vabbè messaggio di fb ma è uguale) di scuse:
- Oggi mi sarei voluta fermare a fare due chiacchiere, ma i miei amici erano di fretta perchè eravamo in ritardo per il brunch. Spero che tu stia bene, complimenti per la pronuncia del nome...-
Sai cosa, gliene veniva ancora a lui.
E io mi chiedo ma perchè?! Ma guarda se io mi devo sentire in colpa per non essermi fermata a parlare con questo stronzo che mi ha mollata via fb.
La serata è proseguita scemando verso il baratro. Mi sono sempre ritenuta una buona guida turistica, ma direi che ieri ho dato il peggio di me. E' che a me di andare su Bourbon,  a meno che non sia già sfatta, non è che mi entusiasmi troppo, e purtroppo non sono brava a mascherare.
Oggi mi sono svegliata con la parte sinistra del viso in fiamme, pareva che fossi stata schiaffeggiata da una medusa.
Allora, priva di forze, e non potendomi mostrare in pubblico, ho passato il giorno a casa a giocare con photoshop e a guardare Hart of Dixie (summa di tutti gli stereotipi della vita nel Deep South).



sabato 26 novembre 2011

Per questo, questo e quest'altro motivo!

L'altro giorno mi sono fermata a guardare la quantità di flaconi che ho sul bancone della cucina e mi sono preoccupata: ma quanti cazzo di supplementi piglio?! Bello che non sono manco tutti sul bancone, perchè due li devo tenere in frigo, e poi... a due passi, nell'armadietto del bagno di sotto, c'è un arsenale di gocce omeopatiche che aspetta solo di essere usato.
Ma come è successo che sono diventata integratore dipendente?!
Bè, all'inizio era solo il multicentrum, perchè ero anemica e mi mancava pure qualcos'altro. Da li poi si sono uniti i fermenti lattici perchè avevo sempre mal di stomaco. Evvabbè, fin li non è una tragedia.
Poi il cuoco ha pensato bene di mollarmi su un cassonetto e ho dovuto iniziare a prendere dell'iperico perchè ho avuto un crollo psicologico non indifferente. E quindi vai di iperico come fossero caramelle. Poi, dato lo stress, anche il sistema immunitario ha iniziato a fare cilecca, e ho dovuto fare qualcosa perchè sennò ogni settimana ero li a prendere il mio bel farmaco da ricetta medica, che non fa male, ma MALISSIMO.
E quindi sparati anche ste immune system boosting tablets. E vuoi non prendere anche un po' di flax seed oil che ti fa tanto bene?! 
Insomma, qui bisogna fare qualcosa, ma non so cosa tagliare, ho già provato a tagliarle tutte a giro, ma appena mollo l'iperico divento una iena, se smetto quello per il sistema immunitario mi ritorna la peste bubbonica, e se tolgo le vitamine sono uno straccio.
Fatto sta che mi sono ricordata di quando Guzzanti faceva Gianni Livore, metto video in caso qualcuno non lo conoscesse.

Sono anche d'accordo sulla cospirazione dellle compagnie aeree ;)
Sarà che pure qui è tutto fritto?! Bah! Intanto io la parrucca l'ho già comprata, bisogna che inizi a mettermela quando mi fermo a mangiare da Captain Sal's.

giovedì 24 novembre 2011

Thanksginving dinner in the making

Nonostante sia andata a letto alle 3:30 stamattina, mi sono riuscita a svegliare alle 9 per togliere il pennuto dalla brine, prima che diventasse un tacchino in salamoia.
Ora sono le 11 e il tacchinozzo, sapientemente massaggiato, è nel forno.
Sono entrata nel "documentary mode"  e ora vi mostro, aggiungendo via via, le foto del work in progress per la cena di stasera.

Qui Tee ha appena lasciato la marinata di acqua e sale, ed è stato lavato ed asciugato quasi con cura...



 Ieri sera ho anche preparato questa torta con past filo, spinaci e ricotta, da portare al Kerry per la cena degli orfani (nel senso di quelli che non hanno la famiglia qui per festeggiare)



Ieri sera ho anche arrostito dei peperoni e li ho messi in una marinata di aglio, olio, balsamico, basilico, sale e pepe. Questi saranno parte degli antipasti di oggi.
Il tacchinide cuoce allegramente, ma direi che è ora di coprirlo con la stagnola prima che si bruci troppo velocemente...


... Tee has been tented.

Anche la preparazione per le mashed potatoes is on like Donkey Kong ;)
Siccome a me piacciono le tradizioni, sono riuscita a scovare delle pannocchie di sweet corn, yum!

Creamy mashed potatoes with herbs: Done!

Tadam! Il tacchinide è pronto Whoa! :)

mercoledì 23 novembre 2011

T- day (ovvero tacchinozzo alla Spicy Ginger Ale)


Suvvia, non potevo mirare alla cittadinanza senza prima aver fatto la prova tacchino. Non mi pareva leale nei confronti della Land of the free and the home of the brave cavarmela solo con un test di cultura generale. Così, la Ale, la settimana scorsa, è andata alla coop a comprare il tacchinozzo organic, free range, grass fed e chi più ne ha più ne metta. Praticamente st'uccello c'avuto una vita felice, e quindi non mi sento colpevole a mangiarlo... mettiamola così che mi scarico un po' la coscienza.
Il più piccino che ho trovato è Kg 5, ma vabbè, sempre meglio di uno da 10 no?!
Me lo sono cammallato (ligurismo) a casa tutta pimpante, con le mani che stavano raggiungendo la temperatura dell'azoto liquido a tenere in braccio sto volatile enorme surgelato, ma fa niente, ero contenta e quindi non sentivo manco il dolore ;)
Inizialmente in tacchinozzo lo doveva preparare Darcie, poi non so come sia andata, alla fine lo faccio io. No perchè: visto che tanto è vissuto nel mio freezer e frigo per una settimana, e lo devo cuocere nel mio forno... tanto vale che lo faccia io no?!
Allora ieri mi sono documentata, perchè io, che non faccio altro che spiagnattare ogni momento che ho libero, il tacchino intero, non l'ho mai preparato.
E allora vai di tutorial su youtube e spiegoni trita maroni che si trovano sul web.
Bene SO TUTTO. Cioè, sono la Hermione del tacchino. Se non viene bene è colpa del tacchino perchè io farò tutto da manuale ;)
Ho deciso di lanciarmi in un ibrido italo americano, perchè io, mele, pere, arance, maniglie... bottiglie... in ter posto al tacchino non ce le metto, perchè non mi piacciono.
Allora ho trovato questa soluzione: oven roasted turkey  with herbs butter.
Mi sembra una cosa ottima a sentirla così.
Il ripieno lo fa Darcie, ma lo mangeremo a parte, come sempre (chissà perchè si chiamerà tacchino ripieno che non lo riempie quasi nessuno, bah!).
Ma prima di spalmare il tacchinozzo di profumi e spezie, ho deciso di darmi al brining. Pratica che non avevo mai sentito, pare faccia meraviglie per mantenere la carne morbida e saporita.
Non vedo l'ora di constatare se sia vero perchè, in questi anni, mi sono lamentata costantemente (nella mia testa ovviamente) di ogni cazzo di tacchino che mi hanno dato da mangiare. Asciutti che manco se lo fossero dimenticati nell'essiccatore per una settimana, ma soprattutto: INSIPIDI. Pareva di masticare le foglie di scarto dei carciofi, non so se rendo l'idea.
Ora vado ad iniziare a prepararlo. Domani vi farò sapere com'è andata. Incrociate le dita please!


martedì 22 novembre 2011

Know-it-alls are pains in the ass

                                                       Questa calza proprio a pennello col post di stasera.


Non so se avete presente il personaggio di Hermione in HP... lei che sa tutto, che ha sempre la mano alzata, che non puoi dire una cosa perchè lei ti interrompe perchè ha qualcosa d'aggiungere a quello che non avete ancora finito di dire. Ecco! Adesso toglietele qualsiasi conoscenza (perchè Hermione era una scassa cazzi, ma le cose le sapeva per davvero), aggiungetegli la capacità di ascoltare qualsiasi conversazione in corso nel raggio di 50 m (che manco la donna bionica lo riuscirebbe a sentire) ed ecco: avete capito di cosa sto parlando. Anzi: di chi sto parlando.
E' vero, mi irritano tante di quelle cose che uno potrebbe dire che sono io. Giuro però, che anche voi veniste esposti a tali individui, bè, capitolereste e vi ritrovereste ad essere trasformati in Dexter Morgan con tanto di borsa porta coltelli e km di pellicola per cibi.
La cosa meravigliosa che accade sempre con questi soggetti è che loro si nutrono di racconti e gente che se li crede. L'unico modo per sconfiggerli ed annientarli è metterli alla prova, nel senso di fargli mettere in pratica quello che dicono di saper fare meglio di tutti.
Ho notato in questi anni (perchè questo genere di PITA è attratto da me come la falena dalla luce di un lampione) che se provi a ribattere con risposte ragionate che smascherano chiaramente la loro ignoranza, la cosa si fa ancora peggiore.
Allora bisogna finire li il discorso e dire: - oh! meno male che sei qui allora perchè io questo te lo lascio fare tanto volentieri visto che lo sai fare così bene, mi togli un gran peso, grazie!-
1...2...3.. 
Spariti. 
Hanno senza dubbio qualcosa di più importante da fare, che non possono assolutamente rimandare e che te li terrà lontani dai piedi per il resto del giorno.
Ah che meraviglia!
Ora che ho nominato la pellicola per alimenti ho una domanda: ma sono l'unica emigrata italiana che trova il clinging paper assolutamente useless?! In Italia la pellicola è peggio del nastro adesivo: se le due estremità si toccano per sbaglio, non riesci più a staccarle. Devi preparati uno spiazzo il triplo della grandezza del contenitore da coprire, e partire da lontano, con la precisione di un tiratore scelto e zac! strapparlo usando quella cazzo di seghetta che non taglia la pellicola ma sciverta le mani in un attimo.
Qui, dopo che la strappi, la puoi appallottolare, giocarci a badminton, e  riappianarla in un secondo. Anzi, a badminton, non ci riuscirete a giocare perchè sta cazzo di pellicola americana non appiccica una sega e appallottolata non ci starà mai!
Ci vuole il bostick per far si che stia ferma sul contenitore o attorno ai cibi su cui l'avete avvoltolata!
Io mi sono arresa anni fa e ho comprato "press and seal", che secondo me è l'invenzione del secolo, tuttavia, ogni tanto mi  ritrovo alle prese con la pellicola e ogni volta mi chiedo :- ma perchèèèèèèèèèèè???!!!-
Atendo feedback sulla pellicola dagli expats.