lunedì 2 gennaio 2012

I'm Jack's rebellious stomach

Avevo preannunciato a me stessa che mi sarei dovuta dare una regolata col cibo incominciando da oggi. Evidentemente il mio stomaco sa che quella era una promessa che non avrei mantenuto e così ha preso in mano le redini della situazione.
Ora sono a letto con la febbre. Il mio stomaco ha detto basta. Ieri sera mi ha dato il colpo di grazia intorno all 3 e poi, di nuovo, alle 5. Da allora non smetto di avere crampi.
Belle ferie.
Lo so, tutti si ammalano prima o poi, ma, doveva succedere proprio ora?! No dico io, aspetto mesi e mesi di poter gustare quello o questo e poi... poi mi ritrovo qui immobilizzata a letto, praticamente in balia di uno tsunami del tratto digerente.
C'è di buono che almeno ci sono due genitori che mi curano, molto meglio di essere a NOLA in compagnia degli scarafaggi da guardia.
La cosa comica è che, anche qui, non sono riuscita a vedere un medico. La mia è andata in ferie oggi e il sostituto mi ha fatto una diagnosi molto approssimativa per telefono.
Tutto il mondo è paese.

sabato 31 dicembre 2011

Miraculously Convertible

Perchè è così che si deve essere al giorno d'oggi. Bisogna saper passare da l'essere carne all'essere pesce e, a richiesta, a non essere nessuno dei due.
Nel mio piccolo io passo dall'essere emigrante all'essere aborigena e viceversa... un paio di volte l'anno.
La cosa forse non stupirà nessuno, ma io la trovo parecchio strana. E' proprio una sensazione che mi lascia perplessa: prima della partenza sono una straniera, biascico una lingua che non sono ancora riuscita a domare, ed applico tutte le "regole" del paese ospitante che ho imparato con fatica e pazienza. Poi scendo dall'aereo e, all'improvviso, sono di nuovo io "al naturale". Nessun rituale imparato a memoria, niente ripetersi le frasi in testa per essere sicura di non offendere nessuno con grammatiche campate in aria ed un incredibile capacità di esprimermi verbalmente che mi fa finalmente sentire normale, libera. In tutto questo, però, mi sta per scoppiare una vena al cervello per la confusione. Una confusione che manco a Calcutta nell'ora di punta. File inesistenti, sostituite da sciami informi di individui che cercano di sorpassarsi l'uno con l'altro. E, dato che è uno sciame, un brusio incontenibile e piuttosto fastidioso.
E già mi rendo conto che, nonostante sia aborigena, gli anni passati all'estero, mi hanno "modificata". Sono un'italiana ogm. L'altro giorno passeggiavo sorridente, ma piano piano il sorriso è scomparso. Le persone di cui incrociavo lo sguardo avevano l'espressione degli sgherri de "Il trasporto della croce" di Bosch. 
E di colpo mi è venuto in mente il post di Donna con fuso. Ma perchè hanno tutti quest'espressione?! E poi mi sono ricordata che quell'espressione li, ce l'avevo pure io. Un giorno una di quelle dei Lautari mi aveva fermata e, quando mi ero girata, vedendo la mia faccia, mi aveva detto: - Per favore non mordermi!-
Forse gli States hanno avuto un effetto miracoloso in questo senso. Ma questi visi arcigni mi fanno salire la carogna, e viene voglia di ringhiare anche a me. Specialmente me ne vien voglia quando mi avventuro in un esercizio commerciale: customer service ASSENTEEEEEE!!! Ingiustificato aggiungerei.
Minchia, c'hanno ragione quando ci prendono in giro facendo video sulla tipica accoglienza ligure.
Siamo dei refiosi di merda.
Insomma, ci vorrebbe un po' una via di mezzo tra il sorriso super finto e stampato della Califoggia del Sud e il grugno incarognito della Liguria.
Nonostante la scortesia dei commercianti, sono riuscita ad acquistare ben due abiti per il matrimonio/bachelorette party di Bride to be.
Devo ammettere che una delle due commesse era pure gentile, cosa che mi ha stupito non poco.
Qui il primo risultato, il convertible dress. Il mio non è di Victoria Secrets, ma è uguale identico, solo che è nero, e che l'ho pagato quasi la metà.
Il secondo è una versione un po' più corta e marrone di quello di cui avevo postato una foto alcuni giorni fa. Ha sempre lo scollo fatto a diamante, ma, invece di avere un nodo di lato con gasse, ha la parte superiore avvoltolata su se stessa.
Ieri sera sono uscita a cena con le amiche, e sono tornata in questo ristorante pizzeria, molto buono, ma non proprio customer friendly.
Ho mangiato bene. Non avevo voglia di pizza perchè era stata la cena del giorno prima, e perchè ho scoperto di essere intollerante al lievito di birra. Quindi, memore di aver visto appetitosissimi piatti sfilarmi davanti l'anno scorso, ho deciso di ordinare altro.
Mi sono fatta tentare dalla grigliata di pesce con contorno, rigorosamente da ordinarsi a parte (mortacci loro) di patatine fritte.
Era enorme ed ottima! Visto che sto lavorando alacremente all'apertura del blog sul cibo, ho scattato foto a tutto, qui vi metto quella con la mia faccia da ebete e bavetta di lato, mentre aspetto di addentare la grigliata. Con tanto di bavagliolo con Pizzicottina che mi protegge la maglia.
Con questo concludo. Auguro a tutti una figata di Capodanno e ci si legge l'anno prossimo ;)

giovedì 29 dicembre 2011

Aperitivando



Ferie, oh sospirate ferie! Ancora non vi ho proprio godute eh?!
Diciamo che non è che mi stia ammazzando di lavoro, per carità. E lo stare lontane dai solventi è già rigenerante di per se, ma, comunque non mi sento riposata. Eh no.
Oggi ho fatto la strapieno di appuntamenti medici. Ho cominciato stamattina alle 7 andando all'ospedale a fare gli esami del sangue, proseguito alle 3:40 con medico generico, per finire, purtroppo, non in bellezza, con appuntamento dall' ecografo.
No perchè, si che sono andata dal gine martedì, ma io, dopo la diagnosi sbagliata di due anni fa, non è che mi fidi proprio ciecamente di tutto quello che mi dice...
Morale della favola, 100 euro e 20 minuti dopo, ho scoperto che la diagnosi del gine era pseudo esatta, e che, per l'ennesima volta, ho una pseudo cisti (che forse è solo un follicolo o forse è endo... chissà...o forse è alien.).
La medicina non sarà precisa come la matematica quando si tratta di dare risposte alle mie domande, ma la parcella invece si...
Ora aspettiamo, preghiamo e speriamo che sia solo un follicolo. Mi sono demoralizzata non poco.
A parte la parentesi medica, il resto della giornata è andato bene. Ho provato il nuovo asian fusion buffet a pranzo, comprato un convertible dress e aperitivato con le mi compagne delle elementari
Ecco, la piacevolezza del rito aperitivesco proprio mi manca quando vivo la mia nuova vita da emigrante. La convivialità, le bevande deliziose e gli stuzzichini succulenti. Gnam! E poi, l'insuperabile piacere della chiacchiera a getto. Discorsi in cui ci si aggiorna su tutto e in cui, finalmente, posso essere partecipe attiva e, talvolta, brillante nel linguaggio.
Puro godimento.
Quello che vado  a scrivere esula dall'argomento ma ho una richiesta rivolta ad ignoti: non farò i capricci perchè i miei spingitori di blog (alias followers) non aumentano di numero, ma mi farebbe almeno piacere che gli spettatori silenti lasciassero un commento qui e la, giusto per darmi un piccolo incoraggiamento. Grazie! Merci! Thank you! Tak! Danke! Gracias!

lunedì 26 dicembre 2011

(Wo)Man vs. Food


Sono sopravvissuta... forse.
A me quello di Food channel mi fa na sega (tanto per rompere con lo spirito natalizio)!
Da quando sono partita da NOLA non ho smesso un attimo di mangiare. Sono passata dal vassoietto dell'aereo con pane di gomma ed insalata in plastica, ai vassoi con gli antipasti di Natale e Santo Stefano, passando per quelli degli aperitivi del bar. Olè!
Sono PRIVA di qualunque tipo di autocontrollo, e quasi me ne vanto.
A parte crampazzi e difficoltà di movimento, direi che, anche per quest'anno, non sono finita in coma da indigestione.
Ho fatto una foto al nostro tavolo imbandito di oggi, domani, quando potrò di nuovo deambulare, la metterò qui per condividerla con voi.
C.v.d. luce dei miei occhi sono stati i salumi: testa in cassetta, salame (cotto e crudo), prosciutti e lingua. Ma voglio anche scrivere un'ode al peperone arrostito con bagna cauda. Rutti alla Grisù per quelle 12-24 ore, macchissene.
E poi, dopo ben 2 anni che non lo preparavo, a grande richiesta, ho fatto il tiramisù.
Pure quella rompicoglioni di mia Nonna, che non ha smesso un secondo di criticare ogni delizia che c'era sul tavolo, mi ha fatto i complimenti per il dolce. Belin, accontentare una piemontese 83enne di buona forchetta non è impresa facile. 
Voi come l'avete passato?
Nel mentre che mi abbuffavo ho anche trovato il tempo di fare shopping platonico online e questo è il risultato: 
Non l'ho ancora comprato, ma vorrei... Secondo voi devo desistere?! No perchè questo è il vestito che vorrei mettere per il matrimonio di Bride to be. Lo so, avrei le tette di fuori, ma tanto, sappiatelo, tutti i miei vestiti sono scollati allo stesso modo. Madre Natura me le ha date e io ve le mostro.
Tengo a precisare che i matrimonio non è in chiesa.
Ora vado a letto che domani mattina ho l'appuntamento con il primo medico. Dita incrociate everyone, please!
Speriamo che la lezione di scienze delle medie fosse vera e che i movimenti peristaltici dello stomaco avvengano indipendentemente dalla posizione assunta dal proprietario dell'organo, perchè il mio, avrà da fare "la notte" a sto giro.

sabato 24 dicembre 2011

The cold cuts revenge

Eccomi in piedi, bella pimpante (oooh...) e con la schiena a pezzi... Ah le gioie dei viaggi  della speranza intercontinentali! ;)
Ieri sera sono stata messa davanti al dilemma dei dilemmi: cosa mangiare per cena la prima sera.
Erano giorni che desideravo una strabiata con cotto in uscita. Era una voglia così forte che l'avrò detto ad ogni persona con cui ho parlato negli ultimi 4 giorni. Ciò nonostante, una volta arrivata, sono caduta vittima della solita tentazione: sbranare TUTTI i salumi che c'erano in frigo. I miei sanno che io sono salume dipendente e che soffro di crisi d'astinenza fortissime quando sono in America, quindi me ne fanno sempre trovare un po' in frigo la prima sera.
Così il mio piano di abbuffarmi di pizza è svanito nel nulla. Ah ma va bene. Quando ho mangiato quella fetta di San Daniele avvoltolata sul grissino la vita ha ricominciato a sorridermi.
Ma vorrei fare un passo indietro e tornare sul post di ieri che non sono riuscita a finire causa sfinimento fisico da viaggio.
Si parlava di single serving friends. Non se voi abbiate questo fetish di scrivere da qualche parte della gente che conoscete mentre siete in aeroporto, aereo, bus, treno o stazione. Io si. Quando feci il mio coast to coast in solitaria su Greyhound, riempii due diari di racconti.
Se esistesse un branchia della psicologia che studia i viaggiatori, credo che potrei laurearmi senza troppe difficoltà.
Ogni tanto mi rileggo i diari perchè mi fanno così ridere che sono meglio di una pasticca di prozac.
Questo viaggio non è stato ricco di single serving friends, solo uno s'è meritato tale titolo: Garret. 
Ma passiamo a narrare il nostro incontro.
Una volta seduta nella mia poltrona vedo che la mia fila è vuota. Allora inizia l'attesa, molto speranzosa, che, ad occupare il posto di fianco al mio, arrivi qualcuno di interessante. Solo due volte nella vita mi è successo, il che significa che forse il 2% di tutti quelli con cui ho condiviso un bracciolo sono stati in grado di accendere il mio interesse.
Ma torniamo a ieri. Mentre attendo, mi  guardo in giro, e vedo che c'è un ragazzo dalle fattezze mediorientali che sta anche lui scrutando l'orizzonte come me, ma da in piedi.
Bene. Questo povero Cristo, che stava aspettando a sedersi per non doversi alzare 2 volte per far sistemare i suo compagni di fila, è stato biscaziato in una maniera indegna. Una volta che si è seduto, sicuro che non arrivasse più nessuno, è stato sgridato da ben 5 persone che sono spuntante dal nulla dicendogli che quello era il loro posto. Lui era la gentilezza fatta persona, e loro gli urlavano contro. Poi, guardavano meglio o il biglietto o le lettere che sovrastavano il posto e, con uno sbrigativo "ah! Never mind, this is not my seat" se ne andavano. Io gli avrei uccisi. Lui era imbarazzato ma calmo.
Alla fine arriva uno che pareva un personaggio di Verdone, cioè, assomigliava pure a Verdone, ma con i capelli castano chiari.
Pensavo che fosse con i suoi genitori, invece no. Erano due a cui si era accollato negli ultimi 5 minuti credo.
Garret, questo scoprirò essere il suo nome, guarda il tizio biscaziato, che al tempo era ancora in piedi e gli  fa la finta di essere lui a doversi sedere dal finestrino. Poi gli dice: -ah! You thought I was the man uh?! Well I'm not, but I'd LUV to be that man Man!- E si siede da un'altra parte.
Passano 10 minuti. Si alza e, facendo spostare 4 persone già allacciate e incopertate, si va a sedere dal finestrino del Biscaziato. Urlava, si sentiva ogni cosa che diceva ed io ero a 4 file da lui. Dopo 3 minuti era già diventato il suo migliore amico.
Passano altri 10 minuti. E,  dal nulla, si materializzano 3 inglesi, famigliola direi, che dicono di avere tutti il posto del Biscaziato. Ho sperato ardentemente che giustizia fosse fatta e questo pover uomo potesse finalmente essere difeso dal personale, invece no. Alla fine è stato cacciato a calci dalla hostess e non l'ho più visto, forse l'hanno messo nell'armadietto delle coperte.
A questo punto Garret era a piede libero. Fa rialzare le 3 persone di prima e si rimette al suo posto. Poi decide che no, lui li non ci può stare. Si rialza, fa spostare un'altra persona ed arriva galoppando alla mia fila e si siede.
Io avevo già le cuffie ma lui ha attaccato a parlarmi.
Era tutto un Man, you know, right, I love you, fo sho.
Dopo 3 minuti mi fa alzare perchè deve andare a riprendere lo zaino. E che gli vuoi dire di no?!
Bene.
Passano altri 3 minuti. 
Allarme rosso! Ha perso il passaporto. Fra un po' lo sbatto fuori dall'aereo per come si stava agitando e per il linguaggio poco consono.
Mi fa di nuovo alzare e fa ad importunare le 9 persone che erano nell'aerea dove era seduto con Biscaziato. Per fortuna qualcuno ha trovato sto passaporto.
Grida a chiunque che li ama, e poi pure a me.
Evvabbè.
Si risiede e mi dice: - you know that would have been terrible cause I have my greencard  in the passport Man.-
Annuisco e gli dico di metterlo da qualche parte dove non lo perde.
Pare che si sia assopito. Finalmente quieto... NO! Allarme rosso! Ha riperso il passaporto.
Giuro che non si è mosso, come cazzo ha fatto a perdere sto minchia di passaporto?! Fai spostare tutti di nuovo... Urla e commozione... Poi, visto che nessuno lo trova, guarda nello zaino e dice: -Sorry people, I got it!-
Le interazioni sono procedute ma ve le risparmio. L'unica cosa positiva è che, visto che non gli piace l'insalata, l'ha data a me.
Garret è gallese. Ma parlava come una canzone di Eminem. Perchè lui sta da 23 (in un secondo tempo m'ha detto 26 anni) in America. E' un veteran dell'Iraq (ora nessuno si offenda, ma quasi tutti quelli che ho conosciuto che sono tornati dall'Iraq e dall'Afganistan, tanto a posto non erano) ed era sicuramente sotto l'effetto di qualche psicofarmaco che vorrei prescrivessero anche a me a vedere l'effetto che faceva a lui.
I passeggeri dell'altro volo, quello Easyjet, non erano degni di nota, Solo un gruppo di ragazzetti estremamente boriosi, che se avessi avuto gli anfibi ai piedi, avrei preso a calci nei denti.
Ultima nota riguardo ai voli low cost (che tanto low cost ormai non sono più).
Se avete dei bambini, vi offrono di farvi salire per primi, così che vi possiate sistemare no? E mettere tutti vicini vicini. E allora cazzo, prendila st'opportunità che ti danno! Non ti presentare alla fine dell'imbarco, con le paturnie perchè non c'hai 4 poltrone vuote tutte in fila (che manco esistono su quegli aerei). La colpa è la vostra e di nessun altro. Se proprio le vuoi in fila ma non vuoi arrivare in orario, prenotatele che cazzo ti devo dire?! No. Invece il volo è stato fermo per 30 minuti perchè nessuno riusciva a far spostare abbastanza persone e il capitano non voleva partire se sta famigliola non era tutta attaccata. Manco fosse un viaggio di 15 ore senza scalo. Ma potrete vivere per 90 minuti separati?! Questo vale anche per le coppie. Vorrei precisare che i bambini erano dell'età in cui si tengono in braccio. Bastavano due poltrone attaccate a testa. No comment. Forse pure questo lo capirò quando sarò genitore...

venerdì 23 dicembre 2011

Single serving friends

Sono arrivata a casaaaaa lalala lalla la! :)
Quante ore sia stata in viaggio non so lo, peggio dei i Re Magi che inseguivano la cometa, però alla fine ce l'ho fatta e sono ancora tutta un pezzo.
Devo dire che ho avuto delle botte di culo non indifferenti nell ultime 36 ore.
A parte l'episodio di incomprensione linguistica da Subway, che mi ha lasciata un po' imbarazzata... Quando torno devo prendere lezioni di Advanced Ibonics, perchè non si può non capire una mazza quando una ti ripete la stessa frase 5 volte e te le rispondi cose a caso e, alla fine,  un altro cliente ti deve far da traduttore....
Non ho perso la coincidenza a Houston grazie ad un momento di small talk al gate D5 di NOLA. Questa signora a cui avevo chiesto se stavano chiamando il mio di volo e con cui avevo attaccato brevemente bottone, è stata carinissima e, poco dopo esserci accomiatate, è venuta a cercarmi per dirmi che il mio volo era in ritardo di un'ora, ma c'era la possibilità di essere messa sul volo in partenza per la stessa destinazione. Dlin!
Il volo era mezzo vuoto, quindi mi sono fatta, la prima parte della tratta, in una fila da 3 vuota e mi sono potuta spaparanzare e dormicchiare per mezz'oretta. Dlin dlin!
Pure il volo da IAH a LHR non era strapieno e non avevo vicini di poltrona. Il cibo era buoo e gli schermi erano grandi e c'era moltissima scelta per quanto riguarda l'intratteninmento. Dlindlindlinnnnn!!!
Lo so, mi basta poco per essere contenta :)
L'unica cosa strana è stata il mio amico single serving (cit. Fight Club) nel secondo volo. Un pazzo. Ora mi si chiudono gli occhi ma domani aggiornerò il racconto.
L'importante è comunque essere arrivate sane e salve e non con ore e ore di ritardo.

giovedì 22 dicembre 2011

I'm late I'm late I'm late for a very important date!


Quando arriva il giorno della partenza mi si acutizza la sindrome da Bianconiglio.
Stranamente sono riuscita a fare tutto nonostante sia andata, di nuovo, al bar, pure ieri sera. Però mi sono trattenuta, ho bevuto solo un sidro e ho fatto cena, che poi era il motivo principale per cui sono andata al bar. 
Ieri è successo un piccolo miracolo: ho avuto il bonus natalizio! Non era intero, ma sempre meglio che un calcio in culo o dello zero assoluto che mi ha dato l'anno scorso...
L'oroscopo di dicembre l'aveva detto, mi convinco sempre di più che st'oroscopo di glo.com qualcosa ci chiappi.
Le possibilità di prendere sti soldi erano veramente bassissime visto come stanno andando glia affari. Ma credo che Von Lemminge, dopo che pure la collega di carta si è licenziata, e con invista due maternità, abbia deciso che è meglio darci un piccolo premio e provare a non fare scappare anche le ultime superstiti.
Intanto sono riuscita ad arrivare a casa all 19 per 3 giorni consecutivi, sigh!
Fra meno di 5 ore ho il volo, prima per Houston e poi Londra. Da li, sperando nella puntualità britannica, mi toccherà fare pure un giro in autobus per cambiare aeroporto e, se tutto va come previsto, atterrare a Linate nel pomeriggio dove Kirara mi verrà a prendere (grazie cara:)).
Ecco. 
La mia vita è così 2 volte l'anno.
Tutti odiano gli aeroporti, io, alla fine, a meno che non siano micro come quello di Genova dove non c'è un cazzo da fare, bè, io li amo.
London Heathrow lo conosco benissimo dopo averci passato la notte e non so quante ore per prendere le coincidenza. Quest'anno ci passerò solo all'andata e poi chissà, forse per un anno non lo vedrò più, quasi mi spiace, perchè Wagamama ha ancora molti piatti che non ho assaggiato :)
The airport time è anche il momento in cui mi autopsicanalizzo. Essendo sempre circondata da sconosciuti, è in momento giusto per fare un bilancio e scoprire se si sta ancora bene in compagnia di se stessi.
Tendiamo tutti a lamentarci perchè qualcuno ci rovina la vita o ce la rende poco piacevole, ma, in realtà, a volte siamo noi stessi ad autosabotarci. L'unico modo per scoprirlo è stare un po' soli. Per scelta personale sono andata in viaggio all'estero da sola 3 volte e ho scoperto che alla fine non sono tremenda come pensavo, anzi.
Le mie colleghe vogliono che apra un blog sul cibo, o meglio, come le mie recensioni sul cibo di NOLA, degli aeroporti e con ricette italiane vere (con tanto di quale marche sia meglio comprare per ottenere il risultato più fedele possibile). Come la vedete? Attendo il vostro feedback. Loro sono entusiaste, non sapevo che si ricordassero di tutte le cose che dico ogni giorno, penso sempre che una cosa gli entri da un orecchio e gli esca dall'altro visto il mio inglese, ed invece...
Spero di riuscire a fare un post natalizio, ma non ne ho la certezza, quindi vi faccio gli auguri ora e vi ringrazio per il supporto di Spingitori di blog che mi avete dimostrato negli ultimi mesi. Grazie =)