venerdì 8 giugno 2012

Schiava alla pari


Sono di nuovo in aeroporto. "Dove cazzo vai di nuovo che dici sempre che non c'hai soldi e poi giri più che la merda nei tubi?- Vado a fare da mangiare ad Atlanta per il matrimonio del fratello di Colleen. Il biglietto me l'hanno pagato loro in cambio della manodopera.
Ecco. 
Spero che le speranze di Colleen nelle mie doti culinarie siano ben riposte.
Questo è il mio primo matrimonio afro americano, avrò sicuramente una marea di cose da raccontare nel prossimo post.
L'ultima comunicazione di servizio, prima della vera storia di oggi, è che il baby shower è stato ufficialmente spostato al 23, quando io sarò in Italia. Vi risparmio la mail di Super Flake che mi chiedeva di non ritenerla una pushy bitch, che tanto vi farebbe solo venire il nervoso. Ungrateful mi ha offerto un passaggio all'aeroporto oggi, ma io ho preferito spendere $42 e non doverla vedere da sola per 40 minuti.
La storia di oggi è questa: il mio martirio di au pair.
Non so se l'ho mai scritto, ma, il più grande amore della mia vita non è stato Andrew, è stata la Danimarca. Hands down proprio.
Mai amato un posto così tanto. E mai un luogo mi ha fatto più soffrire.
La Ale, per il viaggio di diploma, era andata a København con il fido Tarabuso e Claude. La missione era chiaramente darla via come non fosse nostra... che ha 18 anni non m'è riuscita per nulla :(
Ciò nonostante, appena atterrata,  è scoppiato l'amore per la città
Così, dopo quella meravigliosa settimana con gli occhi a cuore, la Ale torna a casa e si mette a sognare di potersi trasferire la.
Nel mentre va a vivere a Firenze, dove incontra per caso, una ragazza danese ed inizia a farsi insegnare la lingua.
Per 3 anni la Ale si impegna tantissimo, scrive pappardelle in spaghetti dansk a numerose scuole per sapere se può fare un corso estivo, scrivendo degli strafalcioni che secondo me ridono ancora adesso :)
Alla fine, dopo essere tornata nell'amata Kbh per 3 estati di fila, aver fatto il corso, aver ammorbato madrelingua per imparare di più ed aver terminato gli studi, la Ale vuole trasferirsi.
Trova un'agenzia per au pair in loco, cercando di risparmiare sulla somma da pagare (che dall'Italia era molto più salata).
Finalmente, dopo molte ricerche, le propongono una famiglia. L'agenzia non si premura di contattarla, ma, una mattina di ottobre, una voce danese la sveglia con una telefonata, rovesciandole addosso una marea di informazioni che, all'inizio, non si capiva nemmeno bene che cosa o chi riguardassero.
Conosce così, per la prima volta, la voce della sua aguzzina: Birgitte Bruun Sørensen. 
Scrivo il nome intero perchè, se un giorno qualcuno la cercasse, chiedendosi se sia una brava persona, vorrei (come feci per Michael Phelan) aiutare il prossimo ad evitarla come la peste.
Alla Ale vennero chiesti vita, morte e miracoli, un album di foto e le venne detto che avrebbe dovuto occuparsi di due bimbe, una di 2 anni e mezzo e una di 5 mesi. Aguzzina sarebbe dovuta tornare a lavorare a gennaio e lei avrebbe dovuto cucinare qualche volta cena, ma molto di rado.
Pareva troppo bello per essere vero. Ma quando hai 21 anni e un sogno, un po' ci vuoi credere. Aguzzina mi mandò una foto, una foto del battesimo della grande. Appena la vidi mi si raggelò il sangue: bruttissima impressione, ma ormai avevo detto si e non volevo più rimandare la partenza.
Partii all'inizio di dicembre.
Peter, il padre, venne a prendermi all'aeroporto. Ero estasiata, non vedevo l'ora di conoscere la mia nuova famiglia danese. Mi avrebbero adorato come io adoravo loro? Se mi avevano scelta forse volevano un'au pair italiana, forse volevano che i bimbi imparassero la lingua... forse era per il mio background artistico?
No. 
Scoprii molto presto, con grande dolore, che non volevano me, non volevano manco un au pair. Volevano una sguattera tutto fare.
Il mio sogno di fare un corso di lingua e di trovare lavoro, svanì prestissimo. Mentre mi costringeva a lavori pesanti e umilianti per ore e ore, la mia amarezza saliva. Il mio amore per la Dk era però ancora forte e resistevo. Doveva migliorare, anche se iniziavo a pensare che, nel paese delle fiabe, a me fosse toccata una di quelle che non avevano lieto fine.
Persi 10 kg in 3 mesi, perchè non mi davano da mangiare, ero molto giù perchè non riuscivo a capire perchè mi fosse toccata una che mi faceva fare tutto meno che guardare i bambini. Aveva detto che a gennaio sarebbe andata a lavoro, invece non ci andò mai.
Non faceva un cazzo tutto il giorno, se non torturare me.
Mi aveva scritto una lista infinita di cose da fare ogni giorno della settimana, tra cui raccattare cacche in giardino, lucidare le scarpe del marito e rifare i suo letto ogni giorno. Ero anche cuoca e dog sitter. 
Mi mandava a comprare cose che non esistevano con una carrozzina vuota, roba che la gente mi guardava come fossi pazza. Ma io insistevo a voler rimanere. Un giorno, la nostra vicina italiana (che però diceva di essere svizzera), mi diede il numero di telefono di un au pair italiana. Ero un po' titubante all'inizio, ma, appena la conobbi, diventammo grandissime amiche. Lei  è l'unico motivo per cui sarei rimasta. Mi manca molto, avevamo lo stesso sogno. Per fortuna lei è riuscita a far avverare il suo, io mi sono arresa, non sono stata abbastanza forte.
Ho meditato più volte di uccidere Birgitte e il resto della famiglia, la odiavo davvero tanto. La odiavo così profondamente che avevo addirittura convinto Mangusta che sarei stata capace di farla fuori. Le feci uno scherzo, l'ultimo giorno, e lei ci credette. Purtroppo cadde la linea mentre iniziai a ridere e, la povera Mangusta svenne. Fui richiamata dalla vicina spaccaminchia che mi chiedeva se fossi alla stazione di polizia. Bello sapere che la propria madre ti crede capace di far fuori un'intera famiglia eh :)
Questa non è una descrizione esaustiva di tutte le angherie di Aguzzina, anzi, non è nemmeno un assaggio, però, visto che qualcuno mi ha chiesto di questa parte della mia vita, capitolo buissimo, volevo condividerlo con voi che siete la mia famiglia di Spingitori e che è giusto mi conosciate anche per quando non ero la Ale che beve e la da via senza remore.
Se Dio vole è arrivato l'aereo...
A dopo!

39 commenti:

  1. Ma quante vite hai avuto, bella Spicy?? Questa era proprio la strega cattiva, santoddio. Ci devi raccontare come ne sei uscita.
    Torna presto eh. Auguri e un abbraccio!

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    1. Sono come i gatti ;) Mi sa che ne ho avute diverse e poi si sono frammentate nelle personalità multiple di cui non riesco a liberarmi :)

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  2. Proprio oggi parlavo con un au pair francese che incontro a volte in giro. Mi diceva che una delle sue colleghe vive in una famiglia di 8 figli! Roba da matti.
    Di altre due au pair Colombiane che ho conosciuto qui una si e' fatta cambiare famiglia perche' le avevano appioppato tre bambini e la madre, che lavora da casa, le stava sempre col fiato sul collo; l'altra - parole sue - si tiene la famiglia in cui sta perche' ha paura che le capiti di peggio, ma non e' contenta per nulla: sperava che l'aiutassero un po' con la lingua e magari una volta ogni morte di papa la portassero da qualche parte, ma nada :-/
    Sfruttamento e' dire poco...

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    1. Io non credevo che mi potesse capitare di peggio, perchè avevo toccato il fondo, ma di dover dare il preavviso di due settimane. Aguzzina mi avrebbe fatto sputare sangue! :( Parlerò di più di quest'argomento perchè è un po' da film dell'800 con gli orfani

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  3. Spicy tu sei troppo buona...

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    1. Mi sa che a questo livello di buonismo... ci chiamano coglione ;)

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  4. Cavolo che storia!
    Comunque adesso devi raccontare come ne sei uscita!

    Per il resto, happy cooking !

    ---Alex

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    1. Racconterò racconterò, manco quello è stato felice, purtroppo

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    2. Urki... mi dispiace :-(
      Cosa è andato storto?

      ---Alex

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    3. Problemi di salute... tanto per cambiare...

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  5. Hai fatto davvero tantissime esperienze e questo è solo un bene! Facci sapere poi di Atlanta! :P

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    1. Sisi, non ho avuto internet per un paio di giorni, ma appena torno aggiorno :)

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  6. So di storie terribili e di storie fantastiche ... Ma da questa famiglia degli orrori come sei fuggita?

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    1. Si, la host families fanno davvero una grande differenza, poi vi racconterò come me ne sono liberata

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  7. fra meno di un'ora c'è Danimarca VS Olanda. Ti penserò intensamente!!!!!
    Buona Atlanta!

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  8. Figata! Cuoca ad Atlanta! Una specie di Mammy for a day? :D
    Ma quante cavallette dovrai sfamare?
    Buon divertimento, e poi ci dici il menu!

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    1. E' andata molto bene, sono ancora qui, ma quando torno aggiorno, ho fatto anche qualche foto così vi illustro il menù. Sono venuti meno ospiti di quelli previsti, ma erano comunque una ventina

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  9. bastarde, che poi solitamente son le donne di famiglia a sfruttare le au-pair...! e' che quando si e' piccoli e si ha un obiettivo o un amore si fatica a mandare a ranare le persone. e' una forma di nonnismo applicata ad un'altra sfera sociale. spero tu le abbia fatto sputare sangue, almeno all'ultimo. e se no, c'e' sempre tempo. la vendetta si nutre di attesa.
    gnek gnek!

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    1. Si è comportata malissimo, sicuramente avrebbe avuto bisogno di andare in terapia. Si sfogava su di me per altri problemi che aveva in coppia e con la frustrazione della vita di madre. Ebbi la mia piccolissima vendetta che poi vi racconterò, ma, a volte, faccio ancora incubi

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  10. ma quanto tempo ci sei rimasta?
    valescrive

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    1. Troppo Vale, troppo. Sono resistita 4 mesi

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  11. mamma mia tu hai vissuto mille vite!!
    Mangusta è il mio nuovo mito.

    aspetto con ansia di sapere della vendetta ;))

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    1. :) mille vite, quasi tutte da buttare nel cesso però... speriamo che quest'ultima non sia della stessa serie! Sisi, domani seguito del racconto :)

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  12. aiutoooo, odio i maleducati prepotenti! io ho mandato a cagare gente per molto meno e in meno tempo. ti stimo

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    1. Praticamente ero un zerbino col la carogna, ma non ho fatto niente per ribellarmi, mi sono invece fatta prendere dallo sconforto, ora, forse, gli brucerei la casa mentre dormono

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  13. anch'io ho mandato a cagare gente per molto meno, ma a quell'età no. e quanti se lo sarebbero meritato. non conoscevo il terribile mondo delle au pair (ancora più stronze queste mamme-sfruttatrici, visto che a quanto mi risulta non pagano). a sto punto meglio la classica cameriera, che almeno nei giorni di riposo sei libera.
    grandioso lo scherzo a mangusta!

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    1. Si, hai ragione, avessi saputo un briciolo di lingua in più, avrei provato a lanciarmi. Ma mi piaceva quest'idea di essere in una famiglia danese, avevo quest'illusione che mi avrebberò insegnato chissà quali usi e costumi, povera scema.

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  14. pazzesco, sembra davvero la storia di cenerentola... povera piccola ale!! come hai fatto a 21 anni, da sola, con quella strega?! per curiosità, mi puoi dire cosa, nella foto della stronza, ti aveva fatto una brutta impressione?

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    1. Eh non lo so come ho fatto. Forse è che a 21 anni ti credi adulta, poi capisci dopo che non lo eri e non sai spiegarti come un'adulta abbia potuto farti del male in quel modo. Aveva il volto da stronza, in particolare, gli occhi. Ma è stata proprio una sensazione a pelle, non so, mi capita a volte ed è quasi sempre esatta al 100%

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  15. Io li avrei fatti fuori quasi sicuramente Giuro.

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    1. sapessi tutto quello che m'ha fatto passare toglieresti il "quasi" di sicuro :)

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  16. Urca, sei una miniera di esperienze! Però, in tutto questa bruttissima storia sai cosa c'è di bello? Il tuo entusiasmo, la tua giovinezza e il volerci fortissimamente provare. Cadere, soffrire e poi rialzarsi. Non è da tutti! Qui, altro che spingitori, stiamo diventando dei muli!!
    un beso!

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    1. eh però ho preso una bella batosta all'epoca eh! Non so se l'ho ancora smaltita...

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  17. sono allibito. ma, voglio dire, era legale, tutto cio`?

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    1. Secondo me no, però, quando protestai, mi venne sbattuta una porta in faccia dalla cara agenzia

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  18. Aleee, scusa se la latito ma..voglio leggerti con calma e ultimamente la calma latita anche lei..
    premio per te da me..
    ciaooo

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    1. Tranquilla Cara, capisco molto bene, anche io latito ultimamente, spero di recuperare prima o poi

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