sabato 11 luglio 2020

A me garbava parecchio...

Oggi FB mi ricordava che è il compleanno del Pittore. Ho così colto l'occasione di guardare qualche foto dei suoi lavori e devo dire che quelli recenti sono molto belli. Avrà cambiato stile perchè io mi ricordavo delle ciofeche ai tempi che gliela diedi.
Mentre guardavo le foto dei lavori, ne esce fuori una di un bar che non esiste più e a cui penso spesso: il Pravda.
Non mi ricordavo nemmeno più quanti anni fossero passati da quando aveva cambiato nome, così ho fatto una ricerca e ho scoperto che ha chiuso ufficialmente il giorno dopo il mio 33esimo compleanno.
Era bellissimo: un bar con decoro soviet kitsch, divani trapuntati e musica punk dal vivo e non. Lampade di velluto rosse, gente stramba. Lo amavo.
Oggi leggo un'intervista fatta al nuovo proprietario prima del cambio di guardia. Dice che diventerà più accogliente e pulito, senza il suo mobilio tipico.
E io ho pensato esattamente l'opposto la prima volta che ci sono entrata dopo la ristrutturazione: il vuoto e lo scomodo. Mi mancavano i divani, mi mancava la musica e mi mancava l'atmosfera.
Non sono una fan del rum e nemmeno dei mixologi di ultima generazione, quindi per me è rimasto proprio un vuoto.
Ain't dere no more (dere no more).

venerdì 10 luglio 2020

la dura legge del pollo fritto

A volte vorrei essere vegetariana. Ammiro molto i vegetariani, io ci sono riuscita solo a sprazzi. L'unico modo per riuscirci davvero sarebbe dovermi procacciare il cibo sa sola, alchè, non solo diventerei istantaneamente  vegetariana, ma fare anche la fine di quello di "Into the wild" in mezza giornata.

Vivere al Sud comporta anche un altro problema: oltre ad avere zero forza di volontà quando si tratta di salumi italici, perdo anche ogni potere di resistenza davanti al pollo fritto.
Mi sono convinta che ci sia una legge che governa il mio fabbisogno di pollo fritto:
- se entri pensando che non ne vuoi, comprane due pezzi
- se entri per prenderne due pezzi, comprane quattro
- se entri pronta per prenderne 4 e hai il coraggio di comprarne 8, allora è un segnale che hai bisogno di vedere uno bravo perchè probabilmente stai assumendo le sembianze di Pogo di "F si for Family".

Oggi sono stata vittima della prima riga però non l'ho mangiato per ben 6 ore. Forse sto facendo progressi, ma assomiglio comunque sempre di più a Pogo.

giovedì 9 luglio 2020

E' la fine.

Stamattina mi sono svegliata con in testa una canzone. Niente di strano fino a qui. Se non fosse che la canzone in questione fosse una hit di bachata del 2002 al quale avrei volentieri dato fuoco quando passava su MTV cento volte al giorno 18 anni fa.

Dichiaro che l'Apocalisse è alle porte pe' davvero perchè che io ascolti di mia spontanea volontà, in pieno possesso delle mie facoltà mentali, musica latino americana (o forse è tecnicamente caraibica?), non può avere nessuna altra spiegazione...

A meno che non sia un sintomo di pre-menopausa.

lunedì 29 giugno 2020

Motherhood = Hipsterhood

Sabato ho portato La Mondaini al museo dei bambini.
Ho fatto tutto di corsa, come sempre.
Mi ero concentrata tantissimo su tutto quello da portare perchè so che lei si lancia nelle fontane e poi mi tocca cambiarla da cima a fondo. Poi mi ero resa conto di non possedere più leggins se non un paio bianco comprato 11 anni fa da Walmart e mai messo perchè mi arrivava sotto le ascelle ma che ora mi va comodissimo, infine che dovevo ricordarmi di non mettere i sandali ma scarpe da infilare e togliere in un attimo e di avere i calzini per entrare nella stanza toddlers
: quindi scarpa da skate e via.

C'erano 34 gradi. Umidità 1000%, come al solito.

Mi fermo a prendere un caffè freddo. Risalgo in macchina e mentre metto la cintura mi si avvicina il naso all'ascella...


HO DIMENTICATO DI METTERE IL DEODORANTE.

Quindi mi sono resa conto che la maternità mi ha resa, mio malgrado, molto simile alle hipster che tanto aborro:
- deodorante, questo sconosciuto
- rasoio-dimenticatoio
- vestiti messi a cazzo
- bambina che si butta nelle fontane
- caffè ghiacciato gigante in bicchiere di plastica con cannuccia
- scarpe fuori stagione


Addio.

sabato 27 giugno 2020

Percezioni ed intenti

Qualche giorno fa, mentre avevo quelle 4 da aspettare prima che la Mondaini riprendesse sonno, mi sono messa a cercare qualcosa da guardare su Netflix.
In realtà ho un nutrita lista (dei desideri, grazie all'Infanta) di cose da guardare tra nuove stagioni di serie già iniziate o film che sono l'unica al mondo a non aver mai visto...
Ciò nonostante, la mia attenzione è stata attirata da "Disclosure", un documentario appena uscito.

Mi sono sempre sentita una persona molto empatica, troppo sensibile e con un grande senso dell'umorismo.
Questo documentario mi ha fatto mettere in discussione tutti i tre punti sopra ed aperto la strada a nuovi percorsi e nuovi dilemmi.
Le persone intervistate erano tutti personaggi più o meno noti che avevano in comune il percorso di transizione sessuale, ma non si parlava di quello, ma della percezione esterna e del trattamento e stereotipizzazione che queste persone vivono quotidianamente.
Coadiuvato da numerosi frammenti tratti da film e serie televisive, spiegava allo spettatore da dove le idee che molti hanno su i transgeders fossero inizialmente nate.

Io credevo di essere una persona migliore, ma dopo questa visione, mi è chiaro di essermi largamente sopravvalutata.

Il modo in cui il cinema e la tv hanno ritratto queste persone per quasi un secolo è VERGOGNOSO.

Anzi, lo voglio dire con parole mie: sono state dei pacchi di merda che meriterebbero sanzioni pesantissime seguite da un percorso di riabilitazione obbligatorio.

Alcuni dei film citati ho scelto, in passato, di non guardarli perchè so che il mio senso di giustizia e la mia somatizzazione fisica ne avrebbero davvero patito, altri non li avevo mai sentiti prima.
Scopro che, oltre alla discriminazione per l'essere transgender, molti soffrono anche di una seconda discriminazione razziale in caso non siano bianchi caucasici.

Ricordo di non aver mai amato Ace Ventura. Non capivo perchè tutti lo trovassero così divertente. Io lo avevo trovato crasso e offensivo. La parte dove si finge paziente psichiatrico, la parte in cui strappa i vestiti al capo della polizia. Ma soprattutto non capivo la parte in cui si "ripuliva" bruciando addirittura gli abiti che aveva addosso e vomitando perchè la donna che aveva baciato era nato uomo.
Scopro da Disclosure che, la storia del vomito, proviene da un altro film, "the crying game", più vecchio. E da li vedo inanellarsi tutti i preconcetti, i pregiudizi, le battute... arrivano da molto molto lontano, dagli albori del cinema.
E mi chiedo: perchè qualcuno abbia pensato che la loro esistenza dovesse venire ridicolizzata, perchè la reazione alla scoperta di essere nati di un sesso diverso da quello a cui si sentono di appartenere dovrebbe provocare vomito?
Perchè vengono stereotipati come vittime di crimini o come prostitute in molte produzioni del passato? Perchè vengono sempre rifiutati in amore o derisi?

Alla fine del documentario c'è anche un'altra riflessione, dove si fa un parallelo con la discriminazione razziale, con la discriminazione contro gli immigrati. 

Ed è stato li che ho capito. 

Certo, non so e non saprò mai come vive questo tipo di discriminazioni una persona transgender, perchè solo chi vive quel percorso sulla sua pelle può capire, io posso solo immaginare e educarmi, ma so come percepisco le battute, le barzellette, le scene  dei film, i colloqui di lavoro, i dibattiti politici quando si parla di immigrati.

Ieri ho letto un estratto di un'intervista a Cesare Cremonini, mi si è accapponata la pelle.

E' il 2020, sei una persona giovane, privilegiata. Vergognati.

Quello che per qualcuno è una battuta, una risata, per altri è una ferita. E se nessuno ci ferma, se nessuno ci educa, se nessuno ci mostra quanto possiamo ferire con gesti e parole che per chi le pronuncia sono inezie, non credo che la società potrà mai evolvere.

Dire:"Era una battuta!" non cancella, non scusa non educa.

giovedì 25 giugno 2020

Di sparatorie e carrozzieri

La settimana prima del mio fottutissimo 40esimo compleanno il quartiere mi ha celebrata con una sparatoria con inseguimento in macchina davanti a casa.
Quando dico davanti a casa intendo DAVANTI a casa, non vicino.
Palombaro era al matrimonio segreto di Cubo (suo fratellastro minore) e Vipera, al quale io non sono stata invitata. 
Ero sul patio nel retro con La Mondaini e i cani quando sento colpi di pistola sul metallo. Mi butto sulla Mondaini per farle da scudo e penso che stanno sparando in casa del rastone lillipuziano della casa di fianco.
Finiscono di sparare dopo un paio di minuti. Mi rialzo e vado dentro a guardare le registrazioni delle telecamere per vedere se avevano finito di cercare di farsi fuori.
Esco e trovo tutti i vicini fuori a guardare i danni.
La mia macchina ha la fiancata fatta dallo sportello aperto della macchina da cui sparavano, quella di Palombaro e del Rastone lillipuziano hanno buchi da proiettili.
Vabbè. Non è stata la prima volta, non sarà l'ultima.
La polizia blocca la strada per prendere le prove e parlare con tutti i vicini che hanno le telecamere (una volta le avevo solo io, adesso le case che hanno ricostruito dopo la mia le hanno tutte). Io vengo lasciata per ultima e nel mentre arriva Palombaro che nel mentre era stato chiamato per andare offshore la mattina dopo.
Discutiamo ampiamente di cosa fare e decidiamo di far aggiustare la mia macchina che era quella che aveva più danni. 
Sempre illusa che lui sapesse gestire meglio la questione, essendo lui carrozziere e figlio di una che fa proprio l'assicuratrice di mestiere, offro il mio punto di vista, ma lo lascio fare.
Risultato:
il posto scelto da lui per le riparazioni è in culo al mondo;
la sua tattica di farsi fare il preventivo anche per altri danni che avevamo, visto che la macchina è di seconda mano, così ci facevano lo sconto, si rivela una cazzata mostruosa;
la stima che diceva tra una settimana ti ridò la macchina si basava solo su un suo ricordo volante e non era scritta da nessuna parte;
la macchina a noleggio non era totalmente pagata dall'assicurazione.

E va bene, fosse finita li.

Torna a casa da lasciare la macchina dal carrozziere dopo aver preso quella a noleggio.

HA PRESO LA MACCHINA PIU' SPORCA DEL LOT.

Io la guardo. 
L'esterno pareva avesse fatto il Camel Throphy.
L'interno aveva lo sporco lasciato dagli ultimi 3 clienti.
Mi lamento. Ma perchè cazzo non l'hai controllata? Fatta pulire? O fatto dare un'altra?
Povero, lui da solo, senza bambina al seguito, senza niente a cui pensare se non ascoltare le scimmie urlatrici nella sua testa, non ci ha pensato.
Mi lamento io, ci dicono che ce la cambiano.
Macchina nuova sporca pure quella, ma meno.
Questa volta Palombaro si dimentica di fare il giro di ricognizione dei danno presenti. Aggiungo che ha anche optato per non avere l'assicurazione extra.

Andiamo al parco. Parcheggio deserto.
Torniamo. Parcheggio deserto.
Macchina completamente rigata.

Lui si trasforma in karate kid e passa le seguenti due settimane a fare dai la cera togli la cera per non pagare i danni. La macchina non la usciamo praticamente mai.

Arriviamo al quinto giorno della mia auto dal carrozziere. Faccio pressione affichè Palombaro chiami e chieda se sarà pronta il giorno dopo, da stima.
Dopo notevole scassamento di cazzo da parte mia, chiama.

Nessuno sa niente. Mi richiameranno.
Passa un giorno di silenzio, lo faccio richiamare. 
La macchina non è pronta perchè hanno dovuto mandare a fare aggiustare i cerchioni altrove. 
Era incluso nella stima, ma io sono donna, non posso capire. Nuovo giorno per il pick up è lunedì.

Lunedì chiama.
La macchina non è pronta perchè sai, non si può dipingere il tetto finchè le fiancate non sono asciutte.
Ehhhh?!  questi partono a verniciare dalle fondamenta?!

Martedì o mercoledì sarà pronta.

Martedì chiamo io perchè mi è chiaro che lui non sa risolvere un cazzo.

Mi fanno richiamare. 
La macchina non è ancora pronta perchè dobbiamo ancora fare il tetto. Ma giovedì te la diamo.

Giovedì mattina gli ho tirato giù due cristi al telefono perchè non l'avevano ancora rimontata e li m'è partito l'embolo e mi sono vestita per andare a vedere di persona visto che ormai era passato il doppio del tempo.

Nel mentre Palombaro mi aveva istruito su cosa fare quando andavo a prenderla in caso lui non ci fosse stato. 
-controlla che abbiamo aggiustato tutto
-controlla che non ci siano altri danni
-controlla che l'abbiano pulita dentro e fuori 
-controlla che il preventivo non sia salito
se anche solo una di queste voci non viene soddisfatta, non portare la macchina a casa.

Va a prenderla lui, venerdì mattina, visto che il proprietario mi dice che me la voleva dare pulitissima.
Torna con:

-macchina lurida dentro e fuori, con ancora la sabbia del parco nel bagagliaio
- l'unica ammaccatura che c'era è ancora li e in più ho 7 altre sbeccature che non c'erano prima
-prezzo invariato con 100 euro di sconto ottenute da me per telefono per via della settimana extra di macchina da noleggio da pagare.

Ma lui è carrozziere e uomo eh! Pensa se non lo fosse stato... tornava a casa con una station wagon dell'85 da rottamare.

mercoledì 24 giugno 2020

2020: neeeeeeeeeext......!!!

Sto doppio venti mi piaceva così tanto, quasi lo aspettavo. 
Sarebbe stato l'anno dei 40, sarebbe stato l'anno che tornavo in Italia a giugno per il compleanno, sarebbe stato l'anno che me ne andavo in Irlanda per due o tre giorni senza La Mondaini.

Invece è diventato: l'anno che la pandemia l'ha buttata in culo al mondo, l'anno che mi hanno di nuovo cancellato il biglietto per l'Italia a giugno, l'anno che per settimane avrei messo un sacchetto di plastica in testa a Palombaro, l'anno che La Mondaini perdeva l'asilo meraviglioso appena trovato. L'anno dell'angoscia di non rivedere vive tante persone.

Il freezer è di nuovo nelle condizioni in cui ere 4 mesi fa, ho ripreso tutti i kg che avevo perso e Palombaro ha scampato la morte per soffocamento. La Mondaini ancora non parla, ma conta fino a 10 e dice parole e frasi, ma solo quando gira il cazzo a lei.

Per un po' mi ero rimessa a disegnare e spero di continuare. Vent'anni senza m'hanno fatto davvero male. 
Siccome sono mesi che non metto foto, vi delizierò con una foto a post delle mie produzioni delle settimane passate, che quasi tutti vi siete già sorbiti su ig o fb.

Venerdì mi hanno ridato la macchina, me l'avevano rovinata nell'ennesima sparatoria davanti a casa. Ma io dico: ma chi migra dall'Italia per andare a vivere in un posto dove ti sparano a vista?!
Comunque una cosa l'ho capita: a New Orleans non sanno pulire le macchine.
Nel prossimo post vi racconterò dell'odissea post sparatoria.