lunedì 28 maggio 2012

Maledetto Nano di Guano


Spingitori, gna' fo' più! Io a questa miniatura di stronzo lo accoppo. Che sarà anche super campione di kick boxing di sto cazzo, ma una bottiglia (piena) in fronte gliela lancio. Vedi che per una volta mi viene un buona mira.
Ma come si fa a far del male a Big Fish?!
Non la posso più vedere in questo stato, mi pare tornata ai livelli di giugno scorso, all'insorgere della tragedia del tradimento.
Ma bisognerà essere delle MERDE giganti per continuare a torturarla chiamandola con balle enormi del tipo "mi deportano, ma prima che mi prendano scappo in Nevada, no anzi, Florida... Ma se mi sposi resto. Anzi, facciamo anche un pargolo".
Si, tutto nella stessa telefonata.
E poi sta con questa psycho bitch che me la minaccia, in Ebonics.
Ma perchè?!
Io lo strozzo.
Oggi piangeva di nuovo. Tra l'altro me la fa sempre andare in depression la mattina, così la giornata va tutta a puttane.
Ora vedi che, appena prendo la cittadinanza, se è ancora a rompere i coglioni qui da illegale, lo segnalo io a sto merduomo. Quarant'anni di vita sprecati. Lo rispedissero da dove è venuto a carico del destinatario.
Non so più cosa dirle di fare se non di tagliarlo di brutto, possibilmente dopo avergli urlato in faccia le peggio cose. Che se le merita tutte. Ma Big Fish è troppo per bene, ste cose non le riescono. Allora quasi, prima della bottigliata, lo insulto io per lei. Perchè m'ha rotto il cazzo a me che non c'entro nulla, figurati lei c'avrà il cuore ridotto in poltiglia.
Alla fine, visto che oggi non c'era Von Lemminge, che Raz era tornata alla normalità, che tutti potevamo quietare, questo c'ha rotto le uova nel paniere. 
Stasera, lo scazzo feroce, mi ha portato a fare quello che rimandavo da settimane, perchè c'ho il cuore tenero: sterminare il nido di vespe sul balcone. Fanculo. Pace all'anima loro. Non potevamo convivere. 
Ora vado a letto a sognare di lanciare delle bombe a mano a casa di sti due stronzi che mi torturano Big Fish.

Le piccole cose


Questo fine settimana ho deciso di mettere il piede sul freno e rallentare. Ho galoppato per giorni, prima lavoro, poi per le faccende di casa, infine il viaggio a New York. Insomma, bisognava che riposassi. Così è stato.
Venerdì, anche se esausta, sono andata a bere con Tina alle solite ore improbabili, altrimenti non ci saremmo viste fino a non so quando, visto che la nostra cena di sabato è saltata a causa sel suo coinquilino Qualcunomaiuti.
Il giorno che lo sbatterà a calci in culo fuori di casa, darò una festa. Faremo un Ass-kicking shower, visto che tanto facciamo feste per tutto...
Intanto il compleanno s'avvicina, così mi sono messa a cercare il ristorante per la cena. Manco a dirlo, quello dove volevo andare io, non ha posto per giorni. Ma vabbè. Così ho ripiegato su uno dove non sono mai stata, ma di cui ho sempre sentito buonissime recensioni. Speriamo bene...
Quest'anno, memore d'aver fatto incazzare gente per due anni consecutivi, ho deciso di invitate TUTTI. 
Fare una prenotazione per 10 persone è più complicato che aprire un conto in banca. Non solo non si può fare online, ma ho dovuto addirittura lasciargli il numero di carta di credito. Bah. Viva la fiducia.
Poi mi sono data alla raccolta indirizzi per il baby shower. Fin ora non sono millemila, se tutto va bene, a metà settimana, gli inviti dovrebbero essere pronti e spediti, poi ci dedicheremo al menù.
Stamattina, quando sono scesa a buttare la spazzatura, ho visto che avevo qualcosa nella cassetta delle lettere. Ho aperto ed era un campanello per la bici. Lo desideravo tanto. Tra l'altro c'ha pure uno dei miei soggetti preferiti sopra.
Sapete chi me l'ha lasciato nella cassetta?
Raz.
Raz che venerdì mi ha comprato un bagel con lox smear, che ha detto a Big Fish che ci stamalissimo perchè io ora la odio.
Big Fish le ha detto di chiedermi scusa. Chiaramente non è accaduto.
Io non l'ho presa a parole, non le ho tenuto musi, solo non ho scherzato come al solito.
Ma io le sue scuse manco le vorrei. Quando qualcuno mi fa qualcosa così, poi, anche se l'amicizia non finisce, il rapporto cambia, perchè io non dimentico. Sarò fatta male.
Il resto del fine settimana l'ho passato a montare il campanello, coccolare i gatti, fare il minestrone e un po' di giardinaggio da balcone.
Ho comprato un'altro di quei vasi d'appendere che fanno tanto New Orleans e ci ho messo dentro la begonia.
Mi sono anche disfatta di due kg di beads, anche se, me ne sarei dovuta disfare del doppio... Chissà, c'ho in mente di fare chissà che progetti con quelle che ho tenuto... direi che è il primo sintomo di hoarding... andiamo bene andiamo :(
Verso le 5 sono andata da Bride to be che mi aveva invitata alla grigliata. C'era anche Asso Piglia Tutto e l'Amico Cotta. Ho visto anche Geppo, il quale mi pareva molto contento oggi e mi ha fatto molto piacere.
Alla fine sono andata da Mimi's a bere con Asso.
Una serata piacevole.
Le ore che ho trascorso a casa a cazzeggiare le ho passate a guardare the killing online. So che dovrei guardare la versione originale in danese, vuoi mai che impari un po' di danese, invece mi sono impigrita come gli americani (sto mutando geneticamente) e ho guardato la versione U.S.A. che hanno su netflix.
Ve lo consiglio se vi piacciono il polizieschi un po' cerebrali.
Ora che mi sono riposata, credo che sia il momento di ricominciare a darla via come non fosse mia. Anche perchè dai, per il compleanno, almeno uno bell'uomo, tu, destino infame, lo vorrai mettere sulla mia strada?!
Ecco, destino avvisato,  mezzo salvato.
Allerta pure il karma, che anche quello è in debito.
Che poi, due colpi alla festeggiata non si rifiutano mai no?

giovedì 24 maggio 2012

Le parole che non t'ho detto... Ovvero, ma vaffanculo va!

Drama. 
Sennò non ero io.
Eh si che la mattina mi si era già palesata difficile alle 6:44, mentre io cercavo di dormire, mentre i crampi cercavano di buttarmi giù dal letto.
Non immaginavo, tuttavia, sta storiazza che poi è successa.
Dovete sapere che, ieri, dopo lavoro, sono andata da Raz a conoscere sua madre e la nipote che erano in visita. Dovevo ringraziare delle pesche e cipolle che mi aveva portato dalla Georgia e mi faceva anche piacere incontrarla.
Ecco.
Non ci fossi mai andata, forse oggi, la storiazza, non sarebbe successa.
Insomma: sapete che Raz ha lasciato a Geppo la sua metà della casa quando hanno deciso di lasciarsi. Ecco. Lei non ha niente, niente mobili, niente utensili, niente letto. Il nulla. Ah, si, ha un futon, ma nell'appartamento dove sta Geppo, quindi inutile.
Credevo, fino a stamattina, avesse anche un tavolo con 4 sedie che, giuro che me l'ha detto lei, Geppo le aveva fabbricato per il suo compleanno.
Dunque, siccome non ha niente, viveva nel dramma di non sapere dove mettere la roba da mangiare o da bere in caso avesse avuto ospiti.
Sia io che Big Fish abbiamo cercato in vano di prestarle piatti. No perchè no.
Di plastica? No.
Allora abbiamo detto comprane un paio non usa e getta. No, perchè non voglio spendere e accumulare che mi traferisco a N.Y.
Allora abbiamo cercato di farglieli comprare da battaglia che poi li può lasciare qui. No perchè se li compro li voglio belli.
Vabbè, stai senza, pace!
Ieri arrivo da lei, mi vuole mostrare i suoi acquisti e comincia: 2 piatti.
Ecco. Avete presente i piatti che si fanno alle elementari? 
Cioè, che io non sia brava a mascherare quello che penso lo sa anche lei. Quindi non c'ho manco provato a dire "belli!", ma ho detto: se sapevo che ti piacevano decorati così, te li potevo fare io (non era "ma così li so fare anche io!" no. Era un offerta di farli a suo gusto).
Diciamo che, da tutta sta pignoleria che aveva nella scelta della stoviglia, mi sarei aspettata qualcosa tipo Flora Danica o Georg Jensen, da vendersi una cornea per comprarne due. Invece no.
Poi mi fa vedere il bicchiere dicendomi:- ora mi dirai che mi puoi fare anche questo?
E io: -no, il bicchiere no, ma visto che me lo chiedi, effettivamente le decorazioni che ci sono sopra si. Ho fatto pittura su vetro.-
-Ah ma quello era cent'anni fa!- (Before the Storm in effetti)
-Si, ma alcuni anni fa ho decorato e venduto (schiavizzata da Mangusta) palline in vetro soffiato per l'albero di natale.-
Ecco, la discussione finisce li. Mi pareva una cosa sullo scherzo.
Stamattina arrivo a lavoro e, dal nulla, inizia un discorso tra lei, me e la nuova, che chiamerò Calmezza, riguardo al bisogno di Raz di comprare un tavolo nuovo.
Lei vorrebbe quello che Geppo sta vendendo, ha pure ritrattato dicendo che non era il suo. Io le ho detto, visto che piange miseria, che, se non può comprarlo, io potrei fargliene uno.
Ecco, tu, povera scema, pensi di fare del bene, invece no.
Da li è stata un'escalation di cattiverie: mi ha ritirato fuori la storia dei piatti e del bicchiere, mi ha accusata di credere di sapere fare tutto e di non aver mai provato di saper fare nulla, di aver detto che io le potrei fare un tavolo migliore di quello fatto da Geppo, che devo portarle le foto dei miei lavori se voglio che ci creda, che se sono così brava a fare decori perchè non faccio domanda al negozio dove ha comprato i piatti.
A questo ho risposto dicendo che: non le offrirò mai più di farle nulla, che la foto non ce l'ho manco dei miei genitori essendo espatriata con l'essenziale per trovar lavoro e che la domanda al negozio la facevo e, se mi prendevano, lei mi comprava la bici, cercando di mantenermi scherzosa, visto che il tono andava peggiorando.
Alchè lei mi dice che io non verrei nemmeno considerata visto che non ho una qualifica, non ho un diploma e loro di me non sanno che farsene.
Ah! Al mio rifiuto di mettermi li a fare uno scarabocchio, mi ha anche accusata di aver detto di essere meglio del Pittore a disegnare e che sono stata altamente maleducata nel fare quella affermazione (tra l'altro MAI pronunciata da me).
In tutto questo c'era Big Fish che diceva, vabbè, adesso basta, chiudiamo qui. Io infatti ho smesso di parlare dicendo che sennò finiva in lite.
Lei s'è messa il silenziatore e non ha più detto nulla a nessuno per il resto della giornata. Alle 5 (mai successo), è andata via senza salutare.
Ora io che faccio?
No perchè io mi sono offesa anche se cerco di fare la persona superiore.
Mi attacca su ogni cosa che mi metto addosso, ogni persona con cui trombo, ogni bar in cui vado. Se una critica così a zero, deve anche imparare a ricevere dei pareri non positivi su i suoi acquisti. Perchè questo è il problema. 
Big Fish sostiene che sia perchè Geppo è stato sfrattato e non le parlerà più una volta che cambia casa.
Sia come sia, io non credo di aver meritato queste cattiverie senza motivo e sono incazzata come una iena.
Rimane il fatto che non credo di dover provare nulla a nessuno, ma è vero che ho fatto il liceo artistico e non ero una schiappa, quindi sono stata usata dai professori per diversi progetti al di fuori della scuola, tra cui anche piatti di ceramica. Non è colpa mia se abito ad uno sputo da una delle capitali della ceramica d'artista e gli studenti vengono reclutati a far quello. 
Che sono brava ad assemblare e costruire lo sa, visto che mi chiede sempre aiuto  quando ce n'è bisogno.
I miei disegni glieli farei vedere tutti, non fossero arrotolati a decine in quel di Sann-a a casa dei miei dall'altra parte dell'oceano.
Ma poi mi dico che non sarebbe contenta manco così, perchè una polemica, non la pianta mai, non è mai soddisfatta, lei vuole la lite, io no. Io vorrei più una mazza da baseball.
p.s. Mi sono anche dimenticata di dire che di diplomi ne ho 3, tutti artistici. Non so, forse non sono abbastanza.

mercoledì 23 maggio 2012

L'attenuante universale

Oggi ero di nuovo alle prese con l'organizzazione del baby shower.
Mentre sniffavo solventi da 7 ore, ho iniziato ad avere pensieri e riflessioni sulla mattinata ed altro.
Visto che abbiamo una data ed un luogo, abbiamo deciso che si doveva dire a Bride to be che le facevamo sta minchia di festa e che lei deve un po' darsi una mossa e farci avere sto registry e una listazza delle persone che vorrebbe invitare (che mancano due settimane e sti americani sono sempre super ultra impegnati un mese per l'altro... vorrai mica dirglielo il giorno prima no?).
Bene. Inalo e rifletto.
Mentre penso m'arriva un messaggio della Hooper (che, per chi non se lo ricordasse, è la padrona del Kerry). Siccome lei e Miss Piggy (la figlia) si sono unite all'organizzazione, mi chiedeva se mi fossi ricordata di aggiungere Ubriachezza Molesta (ex collega e regular al Kerry) e Bettatuttatetta alla lista degli invitati.
Ecco.
Da li...
Ubriachezza Molesta, anche se non fosse che tutti la vorrebbero uccidere tra i colleghi invitati, non verrebbe lo stesso, visto che s'è scampata almeno già altre 3 baby showers da quando la conosco, e capisco anche le motivazioni.
Bettatuttatetta... eh... come dire... non è che tra lei e Bride to be scorra buon sangue. O meglio, non scorre a senso unico, visto che Bettatuttatetta è ancora abbastanza incarognita per qualcosa che non so se lei sappia di per certo, ma che io so... e se lo so io che sono arrivata per ultima... mi sa che lo sa anche lei.
Ed ecco qui che vi svelo il titolo molto criptico del post.
Dovete sapere che, Bettatuttatetta, è stata per 2 anni con Unstable, ex barista del Kerry, grande amore della sua vita. L'ha aspettato per anni, stracciandosi il cuore lei, e i coglioni noi, perchè lui è proprio unstable di nome e di fatto e non s'è più ripreso dopo Katrina.
Bettatuttatetta e Bride to be erano amiche, non fosse per altro che ci vivevano a sto cazzo di Kerry prima di Katrina e anche dopo...
Bene. Un giorno, anni fa, Bride to be mi dice: - sai, ho trombato con Unstable- 
Io sbianco.
Lei: - no ma sono passati tanti anni-
Io spero che intenda qualcosa tipo 15.
Lei: - era dopo che s'era mollato con Bettatuttatetta.-
Io penso quello che state pensando tutti.
Lei: But it was after the storm!
Ah ecco.
Allora va bene.
Questa è la stessa cosa che mi ha detto dopo avermi confidato che s'è fatta pure Unbreakable, sposato con una sua amica. La scusa è stata: but it was after the storm.
E così una serie infinita di volte.
Ma Bride to be non è l'unica. Sta cazzo di storm ha proprio fatto da spartiacque. Qui non c'è A.D. o b.C. Qui c'è Before the storm e After the storm.
Sta storm ha avuto più successo del calcio in culo ad Eva ed Adamo nel lavare via i peccati, tutto quello che è successo prima o per un certo periodo seguente alla catastrofe, è stato tutto perdonato:
Mi facevo delle pere... but it was after the storm eh!
Ho svaligiato  un supermercato, but it was right after the storm.
Spacciavo droga nel quartiere francese, but that was before the storm.
L'ho buttata in culo a tutte le mie amiche trombandomi i loro fidanzati e mariti mentre erano evacuate, ma era after the storm, quindi non vale essere chiamata troione.
Insomma che, a volte, vorrei averci anche io un'attenuante di sto genere, invece no.
Tanto di cappello a chi è rimasto durante la catastrofe, però, insomma, non è che sia l'uragano che toglie i peccati dal mondo eh! Non è che per la disperazione si dovessero fare cose normalmente imperdonabili alle persone che si fidano di te... 
Però è una scusa originale, devo ammeterlo.
Insomma, only in N'awlins.




martedì 22 maggio 2012

Amici amici... amici un cazzo.

Riprendiamo con la vena vagamente polemica che un po'  mi manca.
Come sapete, Bride to be, ora è anche Mom to be. Manca poco, non pochissimo, ma poco. Infatti, il primo agosto, ha la scadenza del termine.
Ora: siamo negli Stati Uniti, qui, usa fare il baby shower. Non ci sono cazzi. Bisogna averlo.
Tra l'altro lo trovo una cosa meravigliosa perchè fa si che tu, futura mamma, ti risparmi un bel po' di soldi, visto che prepari una lista di cose che ti servono e, i tuoi amici, te le comprano.
Bene.
Ecco. Io, da quando sono qui, mi sono già fatta carico di numerosi baby showers. 
Essendo che sono zitella e probabilmente con scarsissime possibilità di avere figli, io, un baby shower, bridal shower, bachelorette party, cazzi e mazzi, non si sa se l'avrò mai. In compenso, mi prodigo sempre per gli altri, vuoi mai che il karma noti e batta un colpo...
Ma arriviamo al nocciolo della questione.
Io, a Bride to be, non so se s'è capito, ma, quando non è psycho pregnant, o non in prossimità di Community Property, io, a Bride to be, ci tengo.
T'è! L'ho detto.
Che non sia brava a coltivare le amicizie femminili me l'aveva accennato dall'inizio.
Però pensavo che un po' esagerasse.
Invece no.
Era onesta.
Infatti, Bride to be, ha molti più amici uomini, per ovvie ragioni che voi già conoscete.
Purtroppo, tutte ste cazzo di feste, che una (se non si tratta della sottoscritta) nella vita americana ha, ebbene, TUTTE, vengono date dalle amiche o parenti stretti.
Il fatto che di amiche non ne abbia molte l'abbiamo appurato. Vedi che però non c'ha manco di famiglia.
Essì. Pure la madre di Bride to be, ora come ora, s'è data alla macchia. Infatti è dal matrimonio che non viene a trovarla e non pensa che riuscirà a venire fino alla nascita del pargolo. Essì che non è che se la sta grattando in qualche angolo d'America, bensì si sta trasferendo da DC in Florida ad aiutare il fratello di Bride to be che ha appena divorziato e possiede 5 pargoli tutti in tenera età.
Allora, tirando le somme, chi rimane ad organizzare sta festa?!
Che vuoi dirle che non gliela facciamo?!
Ennò cazzo.
Bene. Così, esattamente come è stato per il bachelorette party, le coworkers, Spicy in testa, hanno deciso che sto baby shower s'ha da fare.
Così è da ieri che scrivo mille mila messaggi a destra e manca cercando una location (che io, nel bilocale con scala, non credo di poterci fare entrare 30 persone comode comode).
Alla fine lo faremo al Kerry. Location che non è quella del baby shower tradizionale, ma questa non è una città normale e nemmeno Bride to be è normale, quindi credo che andrà bene.
Però, voglio dire questo: noi la festa d'addio al nubilato te l'abbiamo fatta (che quasi c'hai paccato il giorno stesso), il baby shower te lo facciamo pure, però, TU, il giorno del matrimonio in comune, non ce l'hai manco detto. No ecco. Non è che volessi farti da testimone o chissà cosa, però dircelo...
M'hai mandato un messaggio il pomeriggio per avvertirmi, a cose fatte, dicendomi che il mio vicino di casa era li a sposarsi pure lui.
Evvabbè. Va bene, avevi paura che ti jazzassimo, ok. Però non puoi aver chiesto a quella super flake di Trenomi di farti da testimone. 
Non a lei. Ti prego.
Chiedilo a chiunque, ma non ad una che ti tira un pacco dietro l'altro da ANNI. Che quando ne hai bisogno ti dice che c'è e poi si da alla macchia.
No dai. 
NO.
Anche al bachelorette party ha paccato a 2 ore dalla cena. 
Se questa è Amicizia, minchia allora chissà che idea c'ha di conoscenza...
Così oggi mi sono trovata a riflettere sui i miei di amici amici... amici un cazzo. Che per fortuna ne ho pochi, ma quelli che ho sono da Oscar.
Alla fine, strafatta di solventi, sono arrivata a casa, ho aperto fb e ho trovato un messaggio. Un articolo di giornale scritto da Colleen. Bellissimo. Subito non ho capito perchè me l'avesse mandato, poi ho letto il mio nome: per lei sono una delle ragioni per venire a NOLA. Me, capite, me! Che mi conosce da così poco. Il mio nome citato sul giornale. Emozione (parevo il Tenerone del Drive in). Allora mi sono detta che, per tutti gli amici merde che ho trovato nella vita, ce ne sono sempre di nuovi che ti ripagano dell'affetto e ti fanno sentire importante e allora via l'incazzatura e sotto con in preparativi per la festa.

domenica 20 maggio 2012

The secret weave society

Non vengo da una città con un altro tasso d'immigrazione africana femminile e ero, fino alla settimana scorsa, completamente ignorante in materia di capelli afro.
Vero è che, nella vicina Genova, e anche a Firenze ora che ci penso, avevo visto più e più volte, negozietti gestiti da africani che vendevano strani intrugli liscianti per donne dal capello crespo.
Sapevo che ci volevano prodotti diversi, ma non avevo manco immaginato quanto diversi.
Ma partiamo dal principio.
Come tutte saprete, New Orleans è, per il 70%, black.
Io abito proprio sul confine tra il quartiere misto bianco e quello che più nero non si può. Da questo ne deriva che sono circondata da negozi che trattano generi quasi prettamente afro americani.
Tra questi esercizi spicca senza dubbio l'hair supply store: un capannone gigantesco pieno di scaffali con prodotti per capelli.
Ma non per tutti i generi di capelli. Infatti, per i miei, non c'è una beata cippa di minchia. Ci compro soltanto il developer per la tinta, ma inizio a pensare che pure quello non sia proprio universale...
Oltre ai prodotti tipo balsamo e shampoo, hanno anche parrucche, trucchi (compro anche quelli perchè sono meravigliosi!), bandane, mollette e fermagli... ma, soprattutto, hanno TONS of WEAVES.
Ora, alzi la mano chi sa cos'è una weave.
Vi prego ditemi che non ero l'unica a vivere nella più completa ignoranza...
Mi sono sempre chiesta come tutte le attrici e cantanti afro americane potessero avere delle chiome tanto lisce e fluenti. Roba che il mio capello a spaghetto si vergogna.
Le parrucche le riconosco, si vedono, ma queste non hanno parrucche. Paiono proprio capelli loro!
E da li il mistero.
Che le treccine fossero extensions attaccate ai capelli naturali lo sapevo. Che ci volessero ore e ore a metterle su... non proprio, o almeno, non credevo ci volessero 7-10 ore...
Quello di cui proprio non avevo idea era di come queste donne potessero trasformare il loro vello afro in capello caucasico.
Una sera ero con Colleen e Tina. Colleen stava istruendo Tina su dove andare dal parrucchiere qui a NOLA (pare sia difficilissimo trovare un parruccone bravo a relax black hair). Mentre ascoltavo le descrizioni ho iniziato ad avere domande. Sempre più specifiche... Così, Colleen mi dice: - you should watch Good Hair, that mother fucker (Chris Rock) gave away all of our secrets in that movie.-
E così ho fatto.
Se anche voi siete curiosi di sapere come si passa da crespo a liscio perfetto e voluminoso in un giorno, vi prego di guardarlo.
E' un documentario, ma è molto divertente. Purtroppo ci ho visto anche un lato tristissimo, perchè, per uniformarsi all'idea di bellezza occidentale, queste donne si sottopongono a delle vere e proprie torture a pagamento, e che pagamento! Le parrucchiere fanno pure dei prestiti alle clienti così che si possano comprare le weaves a rate!
Sti cazzi ho pensato.
Io, $1000 per i miei capelli, non so se ce li spenderei, ma manco in un anno, altro che ogni tot di mesi!
Insomma che, tra relaxers che sciolgono lattine di alluminio, weaves con capelli indiani provenienti dalle donazioni ai templi e parrucchieri che si sfidano conciati da circo su un palco, ho avuto delle illuminazioni mica da poco.
Grandissimo rispetto per le donne afro americane, che io, che vado dal parrucco 2 volte all'anno, mi lamento per il prezzo e l'attesa. Dilettante che non sono altro.
Grande rispetto anche per l'uomo delle donne afro americane portatrici di weaves, che oltre che a contribuire alle spese di... costruzione, non può manco permettersi di toccarle i capelli, pena mazzate di black mama... (che pare siano peggio di quelle di una donna partenopea veracemente incazzata).
Se qualcuno lo guardasse, vi prego di lasciarmi le vostre opinioni al riguardo.

mercoledì 16 maggio 2012

Risate a denti stretti

Sono cotta.
Ieri non ho scritto, scusate se latito anche dal commentare i vostri post (che comunque leggo), ma sto facendo più ore del solito a lavoro, cercando di recuperare quei due giorni di ferie della settimana scorsa.
Però avevo promesso le foto. Che sono bruttissime ed insignificanti. Anche poche direi, visto che si galoppava manco stessimo inseguendo una dilingenza nel Far West...
Mavabbè, it is what it is, quindi ve le piazzo qui, messe alla cazzo come al solito.
 Le prime due si commentano da sole. La prima era la mia bagel con lox and cream cheese, che era da quando Silvia aveva postato la sua che me la sognavo di notte.
L'altra era la bagel di Sharlene, che ho assaggiato senza troppi complimenti e non era niente male (bacon, eggs and cheese).
L'unico posto dove ho scattato di più è stato il giardino botanico, Purtroppo ho perso la fioritura dei ciliegi, ma ho visto comunque dei fiori molto belli.
Più sotto passiamo ad altro cibo, per l'esattezza. dim sum.
Per la prima volta nella mia vita sono stata circon
data da asiatici, non ho nemmeno ordinato perchè i camerieri parlavano cinese. Lingua che io non mastico... Il cibo era tutto buono, non ho assaggiato solo due cose, una perchè pareva una versione cinese della pasta alfredo ma a base d'amido, l'altra erano i chicken feet, che un giorno proverò, ma domenica non era il momento giusto. Il tutto pensavo mi sarebbe costato il solito viagio a mercato nero per vendere organi, invece, il conto era di solo 13 dollari. Ammazza sti cinesi!
Ho fatto anche delle foto con le bloggers, ma abbiamo stabilito di non postarle e quindi rispetterò il patto (peccato perchè sono tanto belline :)).
Ho mangiato come un porcello da fare allo spiedo. Ho anche provveduto a comprarmi qualcosa per l'estate, visto che qui, negozi, non ce ne sono molti
Sono anche riuscita a perdermi in metropolitana, solo io posso riuscire a trovarmi in queste situazioni fantoziane in qualunque luogo del mondo io mi trovi. Insomma, che non sarei stata io se non mi fossi riuscita ad incazzare col prossimo anche in vacanza, così ho provveduto subito e mi sono incarognita per il problema linea G.
Meno male che Alice e Donna con fuso non mi hanno abbandonata, ma mi hanno anzi aspettato con pazienza. Grazie! :)
L'ultima foto e parte dell'album "abbiffine di sushi". Perchè, domenica, sono andata a vedere  Jiro dreams of sushi e dopo ci siamo fiondate al giappo di fiducia di Shar a magna' come non ci fosse un domani.
Infine, perchè a me i resoconti così non riescono bene, vorrei parlarvi di una delle cose che mi suscita più ilarità in questo paese: i nomi.
L'ispirazione è nata leggendo la targhetta dalla ho
stess di turno. Ho riso sotto i baffi, da sola come una deficiente, per almeno 15 minuti.
Premetto che, non so se lo sapete, ma gli afro americani hanno una passione per l'SH. La mettono OVUNQUE. Infatti, Tina, il mio nome lo pronuncia con SH.
 Il perchè non si sa. Ma ritorniamo all'hostess refiosa. Come si chiamava?! SHENATA.
 Che lo so che per loro non vuol dire quello che vuol dire per noi, ma m'ha fatto morirere dal ridere lo stesso.
Questo mi ha ricordato di quanto sono infantile e delle battute che mi venivano in mente quando la
voravo in Cali, roba tipo: "fai Preston che siamo in ritardo!" e "attento che Scott!" e "io me ne Andrej".
Ecco. Quando dico che sono scema, è perchè lo sono , ora ne avete le prove. LOL
Ieri sera è stata una serata depression a mille: 1. ho guardato li ultimi due episodi (finalmente) di desperate housewives, 2. ho comprato il biglietto aereo per l'Italia.
Credo di avere comprato il biglietto perchè, il fatto che il telefilm finisse per sempre, non mi aveva rattristato affatto, e mi sentivo in colpa... dopo tutti questi anni... manco una smorfia di dolore ai titoli di coda. Così, per farmi del male, ho deciso di comprare il biglietto.
Ho fatto un po' di ricerca e ho notato che i prezzi sono lievitati di $200 in una settimana. Così mi sono decisa a comprare il primo decente che avessi trovato. Da li, ho rischiato l'infarto.
Concedetemi di dire STI STRACAZZI.
Ma quando potranno ancora salire sti biglietti? Ma CHI si può permettere di volare a sti prezzi?! Io no. Basta! Chiudo bottega, appendo la valigia al chiodo e ciao. Se i miei mi vorranno vedere verrano loro.
$1649.
Lo riscrivo in lettere come negli assegni: milleseicentoquarantanove dollari.
PORCA PUTTANAZZA.
Oggi ho pensato di fare come Prego, di tornare a casa e di postare su fb che avevo bisogno di una donazione.
Altro che comprarmi la bici e, mi sa anche, altro che domanda di cittadinanza! Mi ci vorrà tutta a non morire di fame fino al 20 giugno...